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sabato 23 luglio 2016

"IL RISO DELLO SCIAMANO": IL MONDO COME NON L’AVETE MAI IMMAGINATO




Continuo a raccontarvi dello straordinario libro di Vladimir Serkin “Il riso dello sciamano” (non è tradotto in italiano. Tutte le traduzioni le faccio io per puro entusiasmo :-)  ).

COME E’ AVVENUTO IL CONTATTO E CHI E’ LO SCIAMANO

Nella postfazione del libro ci sono diverse note ed interviste con Serkin. Prima di tutto, chi è Vladimir Serkin. E’ un docente di psicologia all’Università internazionale Nordica di Magadan, psicologo, l’autore di un centinaio di pubblicazioni scientifiche.
I corrispondenti dei giornali più volte gli hanno fatto la domanda: come mai aveva iniziato ad interessarsi degli sciamani.
Risponde: “Degli sciamani si occupano dei sociologi e degli etnologi, io mi sono interessato ad una sola persona.”
Aveva conosciuto quell’uomo nel 1997, quando si era costruito una casetta di “caccia e pesca”, lontano dalla città (ricordo che si tratti dell’estremo nord siberiano, laddove ci sono migliaia di chilometri di taiga, la neve giace da settembre a maggio.  L’unica persona che abitava “vicino” a lui ( a “sole” due ore di cammino) era quest’uomo. Così avevano iniziato a frequentarsi.

Da un’intervista:

-       “Potrebbe descriverlo? Com’è, quanti anni ha?”
-       “E’ alto circa 176 cm. pesa circa 85 kg. Sembra un veterano di guerra da un film d’azione, ha un viso duro, scolpito dalle intemperie. A prima vista gli si potrebbe dare dai 45 ai 60 anni. Non ha tratti nazionali marcati.”
-       “Chi le ha detto che sia uno sciamano?”
-       “Così lo chiamano tutti.”
-       “Forse è lui a farsi chiamare così?”
-       “A lui è indifferente come lo chiamano. Sulla costa (del mare Ohotsk), in taiga e nella tundra c’è abbastanza gente, per lo più stagionale, o i nomadi, tutti lo conoscono e tutti lo chiamano Sciamano.
-       “Lei dice che dopo quell’ incontro ha cambiato radicalmente la sua vita. Che cosa intende?”
-       -“Ora non penso all’autorealizzazione, penso  al collegamento con il proprio spirito. Sono cambiate le mie priorità. Tutta l’ideologia dell’educazione moderna è diretta all’autorealizzazione. Ma una personalità si costruisce  nei rapporti con gli altri. Recentemente, durante un corso, gli studenti mi chiesero dei chiarimenti su una tecnica che serve per calmarsi. Iniziai a ricordare i miei conoscenti “calmi”, e all’improvviso capii perché sono sempre calmi: perché fanno ciò che vuole il loro cuore. Forse, quando una persona fa non ciò che deve ma ciò che vuole lei davvero, sta sviluppando la sua connessione con lo spirito.”
-       “Ma non è una via verso l’egoismo?”
-       “Al contrario. Per esempio, un pilota dell’aereo dovrebbe essere tutt’uno con la macchina, per servire gli altri nelle ore del volo. Ma se lui è una personalità autorealizzata, non potrà mai formare tutt’uno con il sistema tecnico. Tra l’altro, a questo dobbiamo molte catastrofi tecnogene. Quando i sistemi tecnogeni sono guidati dalle persone dedite all’autorealizzazione.”
-       “Che cosa è cambiato nella sua vita, adesso?”
-       “Sono diventato più calmo, molti mi dicono che sembro più giovane. E’ difficile spiegare. Mi vengono altri pensieri. Per esempio, molti lottano per i diritti delle minoranze, delle donne, dei popoli oppressi ecc.
Io penso che nelle costituzioni del futuro dovranno essere scritti chiaramente i diritti dei minerali, piante, animali. Ciò che facciamo adesso è inammissibile, l’ambiente non ha alcun diritto rispetto a noi.”
-       “Chi controllerà se questi diritti saranno osservati, se anche i diritti umani sono così carenti?”
-       “La natura, in generale, controlla tutto da sola. L’ambiente controlla i suoi diritti. Se tu lo distruggi, lui distrugge te, e se tu lo conservi, lui conserva te.”
-       “Lo sciamano non è solo colui che cura, potrebbe essere anche un mago e colui che  controlla la vita spirituale del suo popolo?”
-       “Lo sciamanesimo è la forma della religiosità più antica. Dopo erano venute le religioni e acquisirono qualcosa di nuovo, rispetto allo sciamanesimo. E allo stesso tempo, le religioni divisero il mondo secondo il principio: noi siamo quelli giusti e voi no. Lo sciamanesimo era  una dottrina integrale che univa tutto, mentre le religioni hanno rafforzato il particolare e il privato perdendo il comune.

-       Per me lo sciamano è un uomo che conserva questo bene comune, lo capisce, lo vive.”


NON TUTTI I SOGNI SON UMANI

Il 9 dicembre 2005 stavo tornando in aereo da Khabarovsk a Magadan. Cerco sempre di prendere un posto vicino al passaggio, per poter allungare le gambe. Le signore vicino all’oblò chiacchieravano animatamente, ma non le ascoltavo. Ad un tratto il discorso si è interrotto, e capii che qualcosa  aveva spaventato le donne. Guardai nell’oblò e vidi un’ombra grigia che ora raggiungeva l’ala dell’areo, ora rimenava indietro. L
Le donne tacquero, cercando di non guardare fuori, né guardare me.
Per un paio di minuti osservai le manovre di questo essere che si muoveva a strappi. Ricordava una nuvoletta grigia con le ali sfumate. Poi sparì dal campo visivo.

-       “L’avete visto?”, chiesi alla donna vicino all’oblò.
-       “Ci è sembrato...”, ripose lei con sicurezza, e l’altra donna la guardò con la gratitudine.
Non dissi che non poteva  apparire un miraggio a tutti e tre.  Sono i casi difficili da discutere con chiunque, perciò la risposta “ci è sembrato” era la più conveniente.

Lo chiesi allo Sciamano.
-  “Che cosa poteva essere?”
- “Un essere atmosferico. Oppure, era  un sogno di qualcuno”
- “Degli esseri atmosferici comunicano con i sogni?”
- “Alcuni di loro sono i sogni che hanno preso vita.”
- “Non tutti?”
- “In linea di massima tutti lo sono. Ma non tutti i sogni sono umani.
- “Si, ho letto che anche gli animali sognano.”
- “Anche le piante, gli spiriti, i minerali. E gli stessi sogni, sognano.”



LA STRANA GEOMETRIA DELLA NOSTRA REALTA'...
Come avete visto, cerco di tradurre e di pubblicare alcuni brani dal libro di Serkin dedicato a quel strano personaggio (Sciamano) di Magadan e dintorni.
Una affermazione mi ha colpito parecchio: lo Sciamano sostiene che ognuno di noi (nella vita comune) si muove in certi tunnel spazio-temporali, dove incontra persone che deve e può incontrare sul suo cammino, e ovviamente, vive certi eventi. A volte si può, per esempio, sbagliando il percorso della metropolitana, capire di aver varcato la soglia di un tunnel "non tuo". Come lo si può capire?
Serkin dice che uno dei principali indizi è quello di incontrare le persone che ci sembrano "strane", e fa degli esempi: sbagliando una direzione in una metropolitana di Mosca, aveva assistito a delle scene grottesche, personaggi al limite del normale. Tali episodi gli avevano raccontato anche i suoi amici.
Ecco un brano:
" Nel maggio del 2005 io e mio figlio abbiamo sbagliato strada e ci siamo ritrovati in una carrozza assolutamente vecchia piena di operai stanchi, vestiti di pesanti e sporchi abiti di lavoro; sembrava che tornassero a casa dopo un pesantissimo turno allo stabilimento. "Come negli anni 30'", disse mio figlio, malgrado né io né lui fossimo vissuti in quegli anni. Siamo scesi dal vagone, abbiamo attraversato la sala della stazione e siamo tornati indietro in una carrozza moderna con le persone "normali".
Quando ne raccontò allo Sciamano, questi disse che Serkin era capitato in un tunnel degli estranei, e che anche lui poteva sembrare altrettanto strano alle persone che vi aveva trovato. E che nei tunnel degli estranei non si potrebbe mai incontrare i propri conoscenti.
- "Cosa sarebbe successo che io e mio figlio avessimo continuato il viaggio con quegli operai?"
- "Nei tunnel degli estranei una persona comune può capitare solo inconsciamente."
- "Perché?
- "Coscientemente si fanno solo le cose abituali, i passi abituali, e così ci si muove solo nel proprio tunnel."
- "E se io sbagliando, salgo sul treno sbagliato, poi me ne renderò conto e continuerò il viaggio in piena coscienza?"
- "Potresti andare irreversibilmente molto lontano, in un tunnel degli estranei, solo se continuerai a spostarti inconsciamente. E lì potresti, probabilmente, perdere la vita, per via del non adattamento."
- "Eppure, cosa sarà se continuerò a viaggiare in coscienza?"
- "Se la consapevolezza tornerà presto, "lo stesso treno" ti porterà nel "tuo" tunnel, alla stazione più vicina." 


IL POPOLO DEL CREPUSCOLO

“Non vidi da dove erano venuti.
Notai, sullo sfondo del tramonto, un uomo e due donne, l’uomo aveva una piccola lancia. Una delle donne aveva dietro la schiena un arco, e, nella borsa, dovevano esserci delle frecce. I visi erano duri, come i pugni chiusi. Erano vestiti quasi interamente di pelli degli animali. L’arciera aveva sotto la pelle un maglione, l’altra donna aveva un colbacco da militare. Avevano un portamento fiero. Sembravano degli uomini, e nello stesso tempo, non lo erano, si sentiva qualcosa di diverso.
Capii subito perché i locali li evitavano. Li chiamano “quelli”, “loro”. Io per me li definii “oscuri”. L’oscurità si sentiva nella loro psiche. Non vorrei incontrarli senza lo Sciamano laddove vivono: nella zona che si esyende per  tre o quattro mila chilometri, tutta montagna, tra Magadan e Yakutsk, e ad ovest da Yakutsk. Non dirò che mi avrebbero mangiato, ma l’empatia  non era il loro forte.

Parlavano solo con Sciamano, il loro sguardo non si tratteneva su di me. Cosi guardiamo una lavatrice del vicino..
La particolarità della loro lingua stava nello stretto collegamento dei suoni e dei gesti: sembra che dei gesti  fossero anche loro le parole. I suoni erano rauci e schioccanti, le vocali stretti. Aspettarono che lo Sciamano preparasse loro una mistura, e, senza gettare lo sguardo su di me, se ne andarono.

-       “Era la gente del crepuscolo?”
-       “Si, loro.”
-       “Perché si chiamano così?”
-       “Sono i più antichi.”
-       “Più antichi degli evelni?”
-       “Più antichi di tutti i popoli di qui.”
-       “Come lo sai?”
-       “La loro lingua.. più è arcaica, più è quella delle origini.”
-       “?”
-       “Nelle lingue arcaiche le parole hanno un valore letterale. Per esempio. La parola “orso” significa “Minaccioso dorme tutto l’inverno.”
-       “E i gesti?”
-       “L’orso si pronuncia così: “minaccia” (suono) – “dorme” (gesto) – “inverno” (suono) – “sempre” (gesto).
-       “Fantastico. Una novità.”
-       “Non è una novità. Tutte le lingue erano iniziate così.”
-       “E’ difficile comunicare con la gente che parla così.”
-       (Ride). “Però i loro mantra hanno molta più forza.”

-       “Come mai non sono ancora stato “scoperti”?
-       “Loro non lo vogliono.”
-       “Cosa significa? Gli altri sono stati scoperti..”
-       “La loro lingua è più forte della nostra. Sarà così come vogliono loro.”
-       “Cosa c’entra la lingua?”

-       “La lingua crea il mondo; te l’ho già detto, è quella delle origini, non ammette il distacco tra la parola e l’azione.”

venerdì 15 luglio 2016

VLADIMIR SERKIN, IL “CASTANEDA” RUSSO.



Scrivo questo post presa dalla lettura di un libro straordinario, per molti versi diverso dai classici testi sugli sciamani. 

Il suo autore si chiama Vladimir Serkin, è un professore, docente universitario, psicologo, autore di molte pubblicazioni scientifiche. Nel 1997 conobbe per caso, nel nord dell’Estremo Oriente russo, una persona che tutti consideravano uno sciamano. 
Il risultato della loro amicizia fu la pubblicazione del libro “Il riso dello Sciamano” che riporta le trascrizioni dei dialoghi  dell’autore con  quell’uomo che sapeva comunicare non solo con gli animali ma anche con gli elementi, era capace di allargare i confini della coscienza di chiunque e conosceva una moltitudine di pratiche spirituali. 
E non era un “selvaggio", ma un una persona istruita:  aveva un diploma tecnico ed una laurea in medicina, quindi, conosceva bene anche il mondo dell’uomo moderno. 

Serkin  però,  sottolinea, prevedendo dei paragoni con Don Juan, una fondamentale differenza tra i personaggi: Don Juan credeva che l’uomo sia un essere che percepisce il mondo e usa le “descrizioni”, mentre lo Sciamano crede che  l’uomo ed altri animali “creino” il mondo e usa “le pratiche”.
L'AUTORE

Ecco, ho voluto tradurre alcuni brani. 
L’azione si svolge  sulle rive ghiacciate del Mare Ohotsk, un  Mare costiero compreso tra le coste della Siberia orientale, e coste della Siberia orientale, la Penisola di Kamchatca, il cordone delle Isole Curili, l’isola giapponese di Hokkaido  e l’isola di Sahalin. 



Gli Spiriti


“Lo sciamano comunica con gli Spiriti molto raramente, dicendo che occorre una preparazione. Senza una preparazione  non si può comunicare con gli Spiriti, per non irritarli.  Essere pronti significa avere una coscienza completamente serena e un distacco dal quotidiano. In questi momenti lui fa delle fumigazioni con erbe scelte per ciascun Spirito. Non mi ha mai descritto una sua conversazione con loro, dicendo che nella mia lingua non ci sono ancora delle parole per descriverla. 
- “Gli Spiriti possono anche non aiutare?”
-“ Gli Spiriti aiutano nelle determinate condizioni”.
- “Quali sono?”
- “Non ti aiuteranno se si tratta di una cosa che puoi fare da solo. Ma se sei al limite delle tua possibilità e sei amico degli Spiriti, ti daranno una mano.”




Il Medico

“Osservando  come lui curava i malati, notai che teneva conto delle maree, della fase lunari, del vento, delle pietre, delle piante e dei pesci. Decisi che le sue conoscenze dovevano essere “locali” e non universali.
- “Potresti curare un abitante dell’Ucraina, per esempio?”
- “Non subito. Dovrei vivere lì, sentire l’aria, l’acqua.”
- “Ma il medico cura ovunque.”
- “Ho studiato a Habarovsk e ho lavorato come medico di famiglia. La medicina è in crisi.”
- “?”
- “Oggi il medico non è un guaritore.”
- “Tu lo sei?”
- “Non mi intrometto se non me lo chiedono. E poi curo non la malattia, ma il collegamento dell’uomo con il suo mondo.”
- “Mi hanno detto che spesso balli e batti il tamburo.”
- “Abbastanza spesso. Il tamburo entrerà nell’arsenale dei medici del futuro.”
- “Perché?”
- “La maggioranza delle malattie avviene a causa della mancata sincronizzazione dell’uomo con il suo mondo. Il ballo e il canto l’aiutano a sincronizzassi.”
- “E i virus, i batteri?”
- “I virus, i batteri, i problemi psicosomatici sono delle manifestazioni materiali della perdta dell’armonia con il mondo.”
- “E il tamburo cosa può fare?”
- “Nella tua lingua professionale  questo si chiama “la sintonizzazione dello stereotipo dinamico.”


Il Tamburo

- “Come gli sciamani predicono il tempo in base alle stelle?”
- “Il tamburo è più complesso di quanto sembri. Simboleggia il Firmamento. Attivando alcune parti del tamburo, attivi il sole, la luna, o le stelle sopra di te. E anche loro attivano il tamburo. Bisogna vivere con il proprio tamburo, per capirlo.”
- “Come lo attivano?”
- “Il suono del tamburo agisce  sui flussi del mondo come un programma “compresso”, come un simbolo.”
- “Vuol dire che  devi battere in diverse parti del tamburo?”
- “Certo, la tastiera non è disegnata” (ride). Ma lo sciamano ricorda il cielo come un quadro e lo vede sul tamburo.”


La voce del Ghiaccio 

- “Come parli con il Ghiaccio?”

- “Rispondo alle sua domande e le faccio io.”
- “Lui ti conosce?”
- "Conosce anche te.”
- “Ma se cambia ogni anno...”
- “Non è così.  E’ come una reincarnazione, ma il ghiaccio ricorda le precedenti incarnazioni. E nuovo, ma sempre lo stesso”. 
- “Perché le ricorda?”
- “La struttura dei suoi cristalli è la stessa.”
- “Cosa si può chiedere al ghiaccio?”
-“Tutto. Ma se non gli piaci, sentirai un fischio o un brusio.”
-“Come faccio a piacergli?” 
- “A lui piacciono gli uomini che gli assomigliano.  Non è duro, ma deciso ed ironico, e non sopporta la falsità e l’insulsaggine .” 


Il Tempo e i cristalli spazio-temporali


Queste domande le avevo formulate per un’ora intera, osservando come lo Sciamano  preparava le frecce. 
- “Il tempo esiste o l’hanno inventato gli uomini?”
- “Esistono i disegni, i cristalli, che potrebbero chiamarsi “spazio-temporali”.
- "E il presente-passato-futuro?”
- "Non esisrtono da soli, il passato esiste per il futuro.”
- “Il futuro è determinato?”
- “Non lo so. So che esistono degli esseri che intrecciano  i cristalli  del futuro in base al passato. "
- “Chi sono?”
- "Lo sono anche gli uomini.”
- “Gli esseri diversi si muovono in tunnel diversi?”
- “Si potrebbe dire che noi  spostandosi nello spazio-tempo “disegnamo”  determinate forme.  Per esempio, tu appartieni ai disegni della Sfera, un altro uomo, ai disegni del Cubo.  Ed esistono  solo alcuni punti dove il Cubo può incontrare la Sfera, dove voi due potreste incontrarvi.”
- “Potrei io andare apposta nei punti d’incrocio per incontrare una persona i cui disegni o come mi servono?”
- “Si, lo fai istintivamente. Se un ragazzo pensa alle qualità della ragazza che vuole incontrare e agisce secondo il suo intuito, sarà portato nei punti d’incrocio con lei.”
- “Così  sarà possibile cercare i parenti, o i criminali?”
- “Così sarà”.