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mercoledì 7 novembre 2012

I PRINCIPALI CONCETTI DELLA TERAPIA OLOGRAFICA






                                 

Secondo il modello olografico, la mente/corpo non è in grado di distinguere la differenza tra gli ologrammi neurali che il cervello USA per sperimentare la realtà e quelli che CREA quando immagina la realtà. Entrambi gli ologrammi hanno un effetto potente sul corpo: possono modificare il sistema immunitario,  guarire dai tumori, interferire sul nostro  programma genetico. Tutti conosciamo alcune storie di guarigioni “miracolose”: è la coscienza che interviene, spesso con l'aiuto della fede o anche senza, a volte basta una convinzione che il farmaco “miracoloso” – anche un placebo – funzioni. Sappiamo che c’è anche chi cammina sui carboni o maneggia i ferri ardenti senza alcun segno di bruciature, e che c’è chi levita  sfidando la forza della gravità... la lista degli apparenti “misteri” è lunga!

La coscienza non appartiene al mondo di maya, ma all’ordine implicito,  dicendolo con D. Bohm,  e può mediare direttamente con esso. Che significa?
Potrebbe significare questo: noi dovremmo rivedere alcuni concetti della realtà che ci sembrano incrollabili.
Per farne un solo esempio:  la convinzione che il fuoco brucia la carne umana potrebbe essere soltanto un programma  nella gigantesca rete “internet” formata dai  biocomputer dell’umanità, ripetuto talmente che finiamo per crederci nella costruzione fittizia della mente collettiva.
Se ci paragoniamo a dei biocomputer umani che operano dentro una realtà olografica, il nostro cervello è da considerarsi  il processore centrale, le cellule del corpo i microcip  e il DNA uno strumento di download che scarica  continuamente dei programmi preconfezionati che il cervello decodifica nella realtà collettiva, che è un ologramma tridimensionale.
I sottili campi informazionali – ologrammi -  modellano il nostro corpo fisico come pure la materia fisica.  Il campo informazionale dell’Universo codifica e conserva, in forma olografica, qualsiasi informazione che proviene dalle strutture viventi e non viventi.  L’uomo non solo attinge continuamente a questa informazione ma anche la immette continuamente. Nel campo informazionale dell’Universo avviene un ininterrotto collegamento di tutti gli elementi (uomo, animali, piante, oggetti ecc.).
Immaginiamo delle provette senza fondo immerse  in un lago. Ognuna delle provette conterrà esattamente la stessa acqua del lago.
Noi siamo come quelle provette,  e nel subconscio di ognuno di noi  si conserva tutta l’informazione dell’Universo.  Ma la coscienza dell’uomo medio, secondo il disegno della Natura, non vi ha accesso, e il canale che collega il nostro subconscio e la coscienza infinita, nella persona media è  normalmente sigillato.
Quale conclusione potrebbe essere tratta da tutto ciò?
L’uomo non è una parte autonoma dell’universo ma un’isoletta che vi galleggia. La sua sostanza non è altro che un “grumo” del campo informazionale universale che ha acquisito una certa individualità, ma che mantiene la stessa struttura olografica. 





Ci sono molte possibilità di intervenire sull’ologramma umano attraverso il campo informazionale  dell’Universo, attingendo alla coscienza in maniera consapevole.  Questo significa trattare il nostro corpo e la nostra realtà per quello che è: da ologramma. Così nasce il concetto della terapia olografica: una tecnica di lavoro con il subconscio e con i campi energetico-informazionali attraverso  la visualizzazione e i metodi mentali.  
Due studiosi russo-israeliani, Aleksandr Borovski e Tatiana Goldi hanno  un sito dove insegnano le tecniche del lavoro con il subconscio, basate sul principio olografico dell’Universo http://www.biopole.info/ (in lingua russa).

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