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mercoledì 21 novembre 2012

LA GUARIGIONE DEGLI ANIMALI NELLA RADIONICA RUSSA



"Dea-Gatta Bastet" di Olga Samarina


Vi sembrerà strano curare un gatto che  ha problemi  comportamentali con i ripetuti Appelli che contengono l’informazione riguardante le cause delle disfunzioni, e rivolti alla mente collettiva (o presunta tale) dei felini  e alla dea Bastet, oltre che all’anima del gatto e allo Spirito Santo?   Eppure io lo faccio, e devo dire, i risultati  ci sono. Non ci può mai essere nulla di strano nella radionica!

Lo confesso: sono arrivata nella radionica per curare  meglio i miei animali, i gatti in particolare. Tra l’altro, è universalmente noto che il gatto è un animale esoterico per eccellenza.
Fu il destino: ho avuto a che fare con delle malattie feline considerate incurabili (tumori, anomalie cardiache, insufficienza renale), e  meno speranza nella guarigione mi rimaneva, più cresceva la mia voglia di  poter trovare altre vie che la scienza ufficiale rifiuta. Ricordo che un giorno, tanti anni fa, in preda alla disperazione, cercai di contattare un esoterista di cui non ricordo il nome, per farmelo dire  se conosceva un modo per poter collegarsi alla mente di un animale per  trasmettergli delle informazioni curative... all’epoca la radionica mi era sconosciuta. Ovviamente, il mago non seppe rispondermi,  gli animali non erano nella sfera di sua competenza.


La grande Puchkò  fu un’amante degli animali e aveva tracciato  un breve schema per poterli curare. Riporto qui un suo brano da me tradotto:.

“..La struttura energetica dei mammiferi è identica a quella dell'uomo, ma i Centri della Coscienza sono 5 anziché 7 (sono assenti il Centro Intellettuale Superiore e il Centro Emotivo Superiore).
Per esaminare lo stato di salute di un animale  scriviamo l'elenco dei sistemi fisiologici  e chiediamo: quanti Centri della Coscienza sono danneggiati?  E' da considerarsi colpito quel sistema che ha il maggior numero dei Centri della Coscienza danneggiati. Dal dis.14 troviamo  delle cause profonde  ed eliminiamole.

Dobbiamo controllare il grado del danno subito da ciascun Centro della Coscienza, l'omeostasi dei canali d'entrata e d'uscita dell'informazione, dell'energie e della sostanza secondo il dis. 12, nonché lo stato dei  circuiti di comando dei 5 Centri della Coscienza (intellettuale, emotivo, motorio, istintivo, sessuale).  Nel caso il valore dell'omeostasi fosse inferiore a 100%, troviamo ed eliminiamo la causa profonda del danno al sistema con una SV.
Se il problema  è circoscritto  ad un solo organo ammalato,  il procedimento è seguente: per trovare un organo ammalato   domandiamo al subconscio: quale sistema fisiologico possiede il livello dell'omeostasi più basso? (dis.3).
Quale struttura (organo) del sistema ammalato possiede il livello dell'omeostasi più basso a livello dell'organo? A livello del tessuto? A livello della cellula?

I tumori vengono individuati   scoprendo che   l'omeostasi dell'organo  a livello della cellula è superiore a  quello a livello dell'organo (vedi la monografia «Medicina multidimensionale», cap.8.5 «Diagnosi precoce di alcuni tipi delle malattie oncologiche»).
Qualsiasi problema di salute degli animali va diagnosticato e curato secondo l'algoritmo proposto per la cura delle persone.

Vorrei riportare qui  una tragicomica storia  di alcuni anni fa che vede come progtagonista il mio gatto e le cure che feci a lui. Pur avendo notato alcune «stranezze» nel suo comportamento, non avrei mai sospettato che il mio gatto soffrisse di…impotenza. Non essendo stato castrato, lui non cercava mai di scappare di casa, né  accennava di combattere gli altri maschi che venivano ad invadere il  nostro giardino durante il soggiorno in  campagna.   Tutto quello che faceva è sedersi, con l'aria filosofica, sullo steccato, ed osservare  i gatti che si corteggiavano nelle stagioni degli amori.
Dal mio punto di vista il  suo comportamento era piuttosto ideale e non presentava alcun problema. Era afettuoso e dolce.
Avendo cominciato  a scrivere la mia seconda monografia, «Medicina multidimensionale», avevo già intuito che tutti i processi nell'organismo vengono gestite dalla coscienza. La scienza, però, non aveva ancora dato delle risposte esaurienti riguardo la natura della coscienza, del pensiero e del meccanismo che si mette in moto a livello  cellulare o nucleare.  Cercando le «mie» risposte e non trovandole, avevo pensato molte volte di rinunciare alla stesura della monografia;  mi trovavo in un  vicolo cieco. Ma un giorno, mentre stavo valutando la mia decisione di rinunciare, sentii il mio odorato raggiungere un 'acutezza incredibile,  e nello stesso momento trovai traccia di un odore specifico: era l'urina del mio gatto. In quel  preciso momento il gatto era in campagna, ma la sua lettiera si trovava sul terrazzo coperto  dove avevo  stoccato alcuni vecchi libri «samizdat» acquistati una trentina d'anni fa.
Cominciai a seguire la scia dell'odore e trovai una traccia della sua marcatura sulla copertina del libro di Uspensky «Alla ricerca del miracolo», un saggio sulla coscienza e sulle idee di Gurdjiev.  E' di Gurdjiev l'idea di presentare la coscienza  come un insieme di 7 grandi centri. A me è sembrata semplice e geniale. Però, non  conoscendo la radiestesia e  le sue possibilità, Gurdjiev aveva proposto un metodo piuttosto complicato e non infallibile per tentare il recupero dei danni alla coscienza. 
Pensai di  coniugare la sua idea e il mio metodo.   Ma come  facevo a sapere se funzionerà? Mi venne in mente il «problema» del mio gatto.  Misi in borsa i libri a andai  da lui. Lo trovai  seduto, come al solito, sullo steccato del giardino: osservava, pacifico, tre gatte che miagolavano sotto.
Mi   fece le feste e mi seguì al piano di sopra.  Feci il pendolo e trovai che il suo centro sessuale era inattivo al 100%. Pensai che  la chiave del suo comportamento (l'assenza di stimolo sessuale, la tendenza di non uscire di casa e di non frequentare i territori degli altri) corrispondesse perfettamente alle caratteristiche del chakra Muladhara chiuso.
In pochi secondi trovai la causa  del danno al centro sessuale del gatto: erano i 200 entità eteriche che eliminai in 20 minuti  con una sequenza vibrazionale. Fatto questo, passai ad occuparmi delle faccende domestiche che si  erano accumulate  in «dacia», scordandomi completamente del gatto.

La giornata passò in fretta, e solo alla sera, prima di andare a dormire, mi accorsi della sua assenza. Perlustrai  il giardino, sicura  che non sarebbe mai uscito al di fuori del recinto. Il gatto non c'era.  Ebbi un lampo: gli si era svegliato l'istinto sessuale e lui se ne andò via in cerca di una gatta. «E ora che ne sarà di lui!», mi dissi, allarmata.  Non è abituato alla vita di strada e gli altri maschi lo faranno sicuramente a pezzettini.  Mi maledissi per aver condotto un esperimento così «stupido»,  rimasi sveglia la notte. Il gatto arrivò soltanto due giorni dopo, mangiò e se ne andò via di nuovo. Decisi di seguirlo per capire dove andava.
Lui camminava tranquillo, sicuro di sè ( ecco cosa significa il Muladhara aperto!)  e si fermò davanti alla casa di un'anziana che raccoglieva e nutriva i cani e i gatti del paese.  S'infilò nel terrazzo senza badare al cane legato alla catena, che abbaiava rabbioso. La vecchietta apparve sull' uscio, mi vede e  domandò con l'aria minacciosa: «E' suo questo gatto?» «Si, perché?» 
Lei mi raccontò che il mio gatto arrivò tre giorni fa, mandò via due maschi giovani che facevano la corte a cinque gattine da lei raccolte, scelse la più «bella e buona» e la «rovinò». Trattenendo il riso,  mi dissi che, a quanto pare, il metodo avesse funzionato… Tranquillizai la veccchietta dicendole che tra un paio di settimane  la stagione degli amori sarà finita e lui non si farebbe più vedere. E' stato così, e circa due settimane dopo il mio gattone era, come al solito, nella sua classica posizione di guardia sullo steccato. 

Mi chiedevo, però, quanto sarrebbe durata. Un anno dopo, più o meno mella stessa stagione,  il mio gatto primeggiò nelle battaglie per   le femmine del vicinato..     E lo stesso fu un altro anno, e un altro ancora;  il mio gatto divenne  un famoso «sciupafemmine». Tutte le volte, ascoltando i racconti dei vicini  che descrivevano le sue  avventure, mi dicevo che era stata la natura stessa a suggerire il metodo  per la cura dell'impotenza maschile,  e che questa cura andrebbe cominciata non dai problemi agli organi sessuali ma dalla coscienza…».

"Spiritualità" di Olga Samarina






Quando sono passata dalle sequenze della Puchkò (uno strumento eccellente ma che richiede tempo e pazienza) alle Formule dell'Appello di «Ivan», ho cominciato a pensare come adattarle alla cura dei gatti. Infatti, il modulo-base è predisposto esclusivamente per gli umani.
«Ivan» non parla molto degli animali,  considerando le sequenze vibrazionali un unico strumento adatto a loro, perché usano l'universale linguaggio dei simboli.
Ho pensato: ci deve essere un modo per procedere....  mi sembrava impossibile che non ci fosse! 

Ok, se si trattasse di maiali, galline, mucche,  mi sarei armata di pazienza e  avrei proceduto con una SV (Sequenza Vibrazionale). Ma i cani e i gatti, animali che da millenni vivono accanto all'uomo condividendo il suo cammino? Che cosa sappiamo di loro?
A parte la mitologia (Dea Bastet, Anubi e simili) non ci sono ricerche serie dedicate alle tracce «non fisiche» di questi animali domestici.
Ok, non avranno un Sé Superiore come noi. Ma l'Anima? Chi potrebbe negare la sua esistenza ai nostri animali? ...  Secondo «Ivan», gli animali possiedono un «determinatore» - una struttura del mondo sottile che regola la loro esistenza non fisica.  Sarà una sorta di Mente Collettiva?
Mi sono rivolta all'unico libro che mi era sembrato valido su questo argomento, quello di Anne e Daniel Merous-Givaudan «Il Popolo degli Animali». 
Secondo loro anche gli animali  come noi fanno parte del Flusso Divino sperimentando  le infinite vie  della coscienza, e crescendo nell'ambito  di una coscienza collettiva della specie. Man mano che la coscienza di un animale  diventa sempre più individuale grazie a delle vite accanto all'uomo, cresce, nell'anima animale, la necessita di un'autonomia e possiamo parlare dell' inizio di un karma individuale. Questa tesi mi diceva qualcosa.. proviamo!
E poi,  ecco che cosa posso notare in seguito alle mie ricerche e alle mie esperienze concrete  finora svolte sugli animali, seguendo i principi della radionica russa:

        Gli animali domestici  assorbono tutta la negatività diretta ai loro padroni,  e cioè,  alle persone ai quali sono legati  da una moltitudine di «canali» (invisibili, ovviamente). Come si spiegano, diversamente,  delle montagne di strutture  negative (spazzatura  energetico-informazionale),  presenti nei corpi sottili di un gatto/cane che non  è mai uscito di casa?
       Alcuni programi particolarmente forti (programmi di zombzzazione e di robotizzazione aventi come scopo la distruzione della personalità umana, la sottomissione agli interessi del plagiatore, ecc) portano ad una riacutizzazione di alcuni problemi preesistenti e, a  volte, ad una morte rapida i spesso «inspiegabile» per gli stessi veterinari (per esempio, ad un'unsufficienza renale acuta con  i valori  fuori scala che porta alla morte nel giro di una settimana). In pratica, un animale è capace di farci da scudo, in alcuni casi.
        I gatti randagi, pur essendo spesso esposti alle intemperie e alle malevolenze umane, praticamente non presentano delle struttura negative concrete – forse, la cattiveria umana li colpisce in quanto specie e viene «spalmata» su tutti;  sono, invece, largamente presenti gli «spazzini», le strutture energetiche multidimensionali di comando, i quali secondo la Puchkò, «sentono» quando un'organismo invecchia e vengono a dare dei colpi di grazia..
        Anche agli animali domestici possiamo mettere una protezione dei corpi sottili – come misura preventiva, e prima lo facciamo meglio è.
        Tutti i protocolli validi per gli umani funzionano alla grande sugli animali; l'unica cosa di cui dobbiamo disporre sempre in abbondanza è la pazienza: ci porterà ad avere dei risultati.
        La radionica russa è ECCELLENTE  per curare i casi di disturbi di carattere psicologico e psichiatrico (cosa, del resto, valida anche per le persone), in casi di stress da trasloco/abbandono; funziona laddove tutte le cure, anche omeopatiche o  energetiche (fiori di Bach e simili, ma anche la radionica  tradizionale) falliscono.

In sostanza,  adopero una mia formula dell’Appello elaborata specificamente per i gatti – i quali hanno anche una protettrice nella persona di Dea Bastet,  e funziona molto bene.  Inoltre, questa formula ha avuto un elogio da parte di “Ivan” in quanto un’applicazione creativa della sua tecnica. ...


"Randagi" di Olga Samarina





8 commenti:

  1. Perché l'Appello -concepito solo per l'essere umano- risulta adattabile solo agli animali che vivono a stretto contatto con l'uomo?
    Se creo una Sequenza Vibrazionale o se preparo un Appello focalizzo il mio intento; in entrambe i casi chi sta più in alto mi darà una mano, anzi: farà il lavoro.
    Dove sta la differenza?

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    1. Io credo che la differenza stia nel fatto che gli animali meno evoluti non hanno (a quanto pare) un riferimento specifico nel mondo spirituale, a parte un “anima di gruppo” che forse si assume le funzioni di “Determinatore”. Quanto ai cani e ai gatti si può parlare di una certa “individualizzazione” delle loro anime, e delle reincarnazioni (sarebbe curioso raccogliere tutti i casi “strani” che rientrano in questa categoria). Infatti, ci rivogliamo anche alle forze superiori della coscienza collettiva della specie, quando lavoriamo con loro, ed è un passo in avanti rispetto all’anima di gruppo (i cani e i gatti, secondo le mie esperienze, possiedono un corpo mentale, anche se a volte rudimentale, mentre non credo ce l’abbiano le zanzare). Secondo ciò che scriveva Ivan, si poteva lavorare con gli animali esclusivamente con le Sequenze, utilizzando il linguaggio universale dei simboli; e siccome a me non andava di farle, ho provato un altro modo e non mi ero sbagliata. Ma hai ragione: possiamo provare lo stesso modo di lavorare anche con le mosche o con i piccioni – rivolgiamoci alla loro anima collettiva (determinatore). Aspetto l’estate prossima per vedere se funziona in qualità di antizanzare☺

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  2. La Kabbalah insegna che a volte un'anima che ha già vissuto come essere umano sceglie di reincarnarsi in un animale per poter evolvere ulteriormente lungo il proprio cammino spirituale.
    Aiutare un animale, quindi, ha un senso molto profondo, oltre ciò che si è abituati a pensare.
    Anna.

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    1. Cara Anna, hai detto una cosa molto interessante! Credo che sia proprio così.

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  3. Nei libri della Puckho e negli scritti di Ivan, si parla anche del mondo vegetale?
    Ho letto anni fa il libro "La vita segreta delle piante" : spiega come anche le piante provino emozioni e siano sensibili ai sentimenti che vengono loro inviati. Ciò fa supporre che si possa lavorare con la radionica russa anche su questo fronte.
    Franco.

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    1. Nulla ci vieta di provare: anche loro fanno parte del nostro mondo, e le leggi spirituali sono valide per tutto ciò che vive. Grazie.

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