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mercoledì 31 luglio 2013

IL MONDO DI MURSHA. LA PIATTAFORMA CHE SI RIBALTA E LA TANA DELLA VOLPE







.....Mi rendo conto che gli scritti di Mursha non attireranno l'attenzione di un lettore distratto, abituato a sfogliare decine di pagine on-line in cerca di qualcosa di interessante... 
sono troppo introspettivi, troppo metafisici, come quei dipinti surrealistici con i quali ho illustrato il post...ma è per questo che piacciono a me; sono a metà tra l'esoterismo, la filosofia e letteratura (quella colta). 
E come un libro di saggi che leggi in quei momenti quando la tua anima ha voglia che qualcuno che le parli nella sua lingua -   non è il cibo per i  momenti ordinari... ma dopo averlo letto poi stai meglio. 

Dopo averla contattata ed avuto il suo benestare alla pubblicazione, io continuo...


E dunque, dice Mursha:
Le convinzioni dell'uomo sono come una piattaforma, nello spazio del suo mondo interiore lui ci sta sopra. Lui sa  distinguere il bene dal male. Cerca di fare le cose nel senso di  bene. Soffre se gli riescono male;  sospira...

E all'improvviso arriva un Verbo, o un Pensiero, e le fondamenta crollano. L'uomo non sa più a cosa aggrapparsi.  Come vivere, ora. Nel mondo materialistico degli Uomini Comuni tutti i problemi interni  sono nati dagli eventi concreti, e l'uomo o è contento o no - è tutto chiaro. 

L'uomo esoterico ammette l'esistenza di certe zone oscure e cerca di risalire al nocciolo. Ma anche cade più spesso, nel senso, ha più probabilità di cadere.

...Perché  la piattaforma si rovescia? 

Io la vedo fatta  di singoli mattoncini-convinzioni legati tra di loro dalle funi forti ma invisibili.  Basterebbe che un solo mattoncino traballi - e per farlo traballare basta notare qualcosa che contraddica una convinzione! - e uno dopo l'altro, si rovesceranno tutti i mattoncini. 
Un istante fa sembrava di essere saldamente ancorati alla terra illuminata dal Sole. E all'improvviso  si è appesi a testa in giù, poco distante dall'Inferno.

Secondo alcuni esoteristi, è l'uomo stesso che decide dove imparare:  alla luce del Sole o nell'Inferno. Dipende dai suoi cliché.  Le funi tra i mattoncini è solo una parte del problema. E' la piattaforma stessa e l'ancoraggio ad essa,  ovvero il nostro  bisogno di una piattaforma, è questo  l'errore...

Le piattaforme e le matrici sono i prodotti della Mente che aspira alla perfezione, ma non l'ha ancora raggiunta.  La Matrice è  simile al cielo stellato -  piena di cliché sotto forma di sfere luminose. E' costruita dalla Mente-Bambino secondo i cliché da lui ricevuti alla nascita e nel corso dell'educazione. Alla Mente la matrice sembra perfetta, piena di ogni cosa.  Ma succede qualcosa, in seguito alla legge di causa-effetto. Il Bambino traballa e cade, la testa tocca l'Inferno.   Dolore, morte, delusione. 
Gli propongo di invitare nella matrice Dio. Solo così non avremo bisogno di nessuna matrice e potremo volare, e non solo volare ma saper raggiungere all'istante le stelle. Volare!


Ma il mio nuovo modello della realtà è stato subito sottoposto alla verifica. la mia piattaforma traballa! Il mattone si è rovesciato. Ma anch'io, mentre mi stavo ribaltando, sapevo già di poter sopportare la visione dell'Inferno.

la cosa principale è saper  (con l'aiuto di energie più potenti delle nostre) librare senza avere una piattaforma sotto i piedi. Qualsiasi sia la situazione nella mia valutazione.


LA TANA DELLA TALPA



L'immagine della matrice è, nella mia immaginazione, il cielo stellato. Ogni suo oggetto significa  un certo stato, ovvero, è  una delle probabilità  nello spazio delle probabilità. 

Serve un itinerario per passare da uno stato all'altro, come serve una rotta per un aereo che sta raggiungendo una città  dopo aver partito da un 'altra città.  Le rotte  sono costruite dal Bambino - il nostro omino mentale - secondo i suoi cliché. 
E' il nostro cervello sinistro, la nostra Mente che, giocando, cade nelle trappole da lei stessa costruite.
E' per questo  che io sto cercando di raccontare al bambino di Dio, ma  Dio è troppo illogico  per  stare dentro la matrice, e il bambino non è nemmeno in grado di capire che rischia di cadere nelle trappole.

E allora raccontai al Bambino la  storia dell' Astronauta Solitario. E' solo, su un pianeta ostile, non sa cosa fare. Ma ad un tratto inizia a vedere le tracce della visita dell'Amico, dell'Amico Saggio e Potente. Lui sì che aveva previsto tutto, e aveva lasciato le indicazioni e suggerimenti, aveva fatto tutto nel migliore dei modi.

Io sono un'Astronauta Solitaria, con il mio Bambino dentro la mia testa. Lui non sa di fare parte di me e mi conduce  nelle trappole, senza sapere quanto male sto io.

Ma oggi ho raccontato al bambino delle Tane della Talpa.
A volte  non è possibile servirsi dei soliti itinerari. E quando è così, questo significa essere in trappola. 

Abbandoniamola subito! Non corriamo per i vicoli ciechi. 
Il nostro Amico Saggio - Dio - aveva previsto tutto. Per cui, in OGNI trappola esiste una Tana della Talpa - la via d'uscita  più breve e diretta che permette la migliore soluzione del problema.

Dio non ammette le varianti sbagliati o difettose. Lui ci offre la scelta migliore.
Per questo, non appena il tuo corpo o le tue emozioni ti segnalano lo stato di sconforto, calati nella tana della talpa, subito, senza pensare, e vola verso la soluzione migliore del problema!

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