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martedì 7 gennaio 2014

LA TERAPIA OLOGRAFICA










Questo articolo fa parte del seminario "I principi-base della radionica esoterico-scientifica russa" che avevo proposto di recente. Il lavoro è ancora in via di completamento, dato che le fonti russe sono molteplici e contengono molte notizie interessanti.

L’uomo non è una parte autonoma dell’universo ma un’isoletta che vi galleggia. La sua sostanza non è altro che un “grumo” del campo informazionale universale che ha acquisito una certa individualità, ma che mantiene la stessa struttura olografica.
Secondo alcuni, siamo prigionieri della Matrice olografica. Se questo è vero, esiste una via d’uscita? I campi energetico-informazionali che costituiscono L’OLOGRAMMA COSMICO sono al di là della portata dei normali sensi, ma non della coscienza. Il modo per cambiare l’ologramma esiste. E’ far intervenire la coscienza. Essa fa parte dell’ordine implicito da cui tutto nasce. Come attingere alla coscienza in maniera consapevole? POSSIAMO TRATTARE IL NOSTRO CORPO E LA NOSTRA REALTÀ PER QUELLO CHE DAVVERO POTREBBE ESSERE: DA OLOGRAMMA.

Quindi, la terapia olografica è una tecnica di lavoro con il subconscio e con i campi energetico-informazionali, basata sul PARADIGMA OLOGRAFICO. Tutto ciò che la mente crea visualizzando sul suo schermo interno, sono immagini olografiche. Tali immagini possono essere create, ricreate, registrate, cancellate, cambiate, e tutte loro possono cambiare la nostra realtà e la nostra salute. Hanno a che fare con l’ologramma le tecniche di guarigione che combinano l'immaginazione con gli stati non ordinari di coscienza, cioè training autogeno, meditazione, ipnosi, psicosintesi... l'immagine interagisce con uno stato che include tutte le possibilità dovunque e simultaneamente.


La terapia olografica di Aleksandr Borovsky


In Russia uno dei pionieri della “terapia olografica” è Aleksandr Borovsky http://www.biopole.info/ (in lingua russa).
Lui sostiene che la nostra coscienza e il nostro subconscio gestiscono tutti i processi fisiologici con l’aiuto delle immagini olografiche, registrate dal subconscio sulle pareti delle cellule che sono simili alle speciali pellicole per ologrammi. Secondo lui la cellula umana potrebbe essere paragonata ad una bolla di sapone piena d’acqua nella quale galleggiano le bolle ancor più piccole: i nuclei e gli organelli. Tutte queste strutture potrebbero registrare un numero enorme d’informazioni.
Come tecnicamente vengono realizzati gli ologrammi? Con la luce. E anche noi, visualizzando la luce, potremmo incidere e correggere le immagini olografiche. 
Una delle prime tecniche da lui inventate è quella di visualizzare l’aura (una bolla di sapone riempita di luce, di nebbia colorata, d’acqua colorata, a secondo delle preferenze). Cambiando i colori di riempimento sperimenteremo sensazioni diverse (colore blu=freddo, colore verde=tonificante ecc). Possiamo creare un raggio di luce di ogni colore e dirigerlo nell’aura, osservando le nostre sensazioni. Molti allievi di Borovsky usano la tecnica della “pallina nera”. 

Le tecniche olografiche contro gli stati psico-emozionali negativi

Per lavorare con gli ologrammi serve l’energia. Dove la prendiamo?
Creando (visualizzando) una pallina nera, di diametro 2-3 cm. Facciamola girare in senso antiorario. Con la rotazione si crea il campo torsionale che attira l’energia che è presente in grandi quantità nello spazio al centro della pallina nera. 
I quanti dell’energia che la pallina ingloba vanno nelle sue orbite interne; durante il passaggio da un’orbita all’altra avviene l’irradiazione dell’energia nello spazio. 
Per visualizzare questa energia immaginiamo un cinturino chiaro sulla superficie della pallina che sta girando. Diventa sempre più luminosa, emana le onde di luce che ora percepiamo. Questa semplice visualizzazione osserva tutti i principi della fisica, e noi abbiamo incanalato l’energia libera creando una sua inesauribile fonte.
La pallina nera ha un’importante proprietà: il campo torsionale che crea è capace di attirare pezzi delle forme-pensiero, delle forme-immagine, così come l’informazione negativa ed altra spazzatura. 
Collochiamo questa pallina nell’aura e facciamola girare, dando il comando di irradiare la luce blu (immaginando il cinturino blu). Possiamo cambiare la luce e variare la sua intensità – questa luce pulirà la nostra aura.
Supponiamo di essere arrabbiati, offesi, irritati. Che aspetto avrà l’aura, se la guardiamo da fuori? 
Facciamo girare la pallina nera (prima fuori dall’aura). 
Prima, girando, essa prende l’energia dallo spazio, poi comincia a emanarla. Dirigiamola dentro l’aura, riempiendola di luce/colore. Ora diamo il comando di aspirare la sporcizia energetica. In pochi minuti la pallina energetica aspirerà tutto ciò che ci fa stare male...

L’idea di questa visualizzazione era venuta a Borovsky dopo che uno dei suoi clienti gli raccontò l’esperienza da lui vissuta in uno stato disincarnato, dopo la morte, in qualche esistenza precedente: si era sentito risucchiato dentro una nuvola energetica di forma ellittica composta da 7 strati di colore. La nuvola girava, e mente lui passava attraverso gli strati di colore sentiva staccarsi le masse scure che si dirigevano in una palla nera che girava in senso antiorario; dopo aver assorbito le masse di negatività, la palla le trasformava in tutti i colori di arcobaleno che riempivano l’elisse. 
Dice Borovsky: “... non abbiamo bisogno di passare attraverso il Purgatorio per liberarci dalle energie negative. Servitevi di questo dono del Cielo!”

Di più: sapendo che il passato-presente-futuro non sono separabili possiamo lanciare la pallina nera nella bolla che rappresenta una situazione problematica che ci apprestiamo a vivere nel futuro, ripulendola dalle energia negative che potrebbero aggravarla...


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