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martedì 15 aprile 2014

LE SEQUENZE VIBRAZIONALI PUCHKO'




“...Mi inchino profondamente davanti a lei, cara Liudmila Grigorijevna, e m’inchino più di una volta... ciò che lei ha donato all’umanità non ha prezzo: questa è la mia profonda convinzione.
Lo dico in base ai risultati che ho raggiunto nella risoluzione dei casi legati alla mia salute lavorando con il Suo metodo.
Mi sono liberata completamente degli elminti... ma più di tutto mi colpì il fatto che il “buco” che avevo nel cuore, di 18 mm di diametro, si è chiuso... Il mio fegato e la cistifellea erano pieni di elminti e delle loro uova, inclusa una capsula, che non mi lasciava fare nulla, nemmeno  potevo chinarmi. Quante volte  pensai:  ecco! E’ arrivata la mia fine. 
E tutto ciò era durato per oltre 20 anni.  Inoltre, avevo i calcoli  nei reni e nella cistifellea.
Lavorando secondo le sue tecniche, dovetti eliminare strati e strati degli engrammi, programmi e peccati karmici.  Eliminavo uno strato, e ne saliva in superficie un altro.
I primi tempi faticai non poco, le mie sequenze vibrazionali erano grosse... ora ho trovato  la mia via, le sequenze mi vengono brevi e rapide.
Questo lavoro dà spazio alla creatività, anzi, la stimola. Un mese fa sono caduta nelle scale del mio palazzo e ho peso una brutta storta nel ginocchio e nella caviglia.  Se mi fossi curata con  i soliti rimedi sarei stata a letto minimo due settimane. Facendo delle sequenze vibrazionali, sono tornata al lavoro in 5 giorni. Ho tolto  subito l’incoordinazione del doppio energetico informazionale  rispetto al ginocchio e poi ho ripristinato il tessuto della cartilagine prima e dei vasi linfatici e sanguigni dopo.
Ora spero di cominciare ad occuparmi di mio figlio invalido (durante il servizio militare gli  scoppiata una  granata nella mano...)
Grazie del Suo metodo, e sia Lei benedetta nei secoli...
Con amore, L.V.”

Questa è una delle tante lettere che la Puchkò aveva ricevuto dai suoi numerosi studenti russi.
Ne esistono due o tre raccolte, successivamente pubblicate dal Istituto dell’Uomo. 
Non si trattava di una operatrice radionica, o di una studiosa dell’esoterismo. Era una  donna che  prima di aver letto i libri della Puchkò, non aveva mai tenuto in mano il pendolo. Ma dopo averle letto, le era scattato qualcosa, si sarà detta: “questo fa per me... “ ...basta essere  motivati e avere lo scopo. Quasi tutti gli studenti della Puchkò avevano  addirittura una certa età e venivamo dalle esperienze di vita tutt’altro che esoteriche.

CHE COSA SONO LE SEQUENZE VIBRAZIONALI PUCHKÒ.

Per guarire i biocomputer,  la Puchkò ha scelto la lingua dei simboli, non verbale.
E’ anche la lingua delle dottrine religiose ed esoteriche. L’uso e l’interpretazione   dei simboli avevano accompagnato il progresso del pensiero intellettuale non solo nel misticismo, nella magia, nell’alchimia, nell’astrologia, ma anche nella teologia, nella filosofia, nella letteratura, nell’arte e in alcune discipline scientifiche.
Secondo alcune ipotesi, la capacità di creare e di  adoperare i simboli è una delle funzioni di sempre della nostra mente.
E secondo Pavel,
I simboli che usiamo per le  SV rappresentano, in pratica,  la lingua Unitaria di Frequenze valida in tutto l’Universo, data all’umanità  dai Maestri tramite i sacerdoti eredi delle antichissime civiltà, nel 1985 a.C. Agli antichi guaritori  sarebbero state date le regole e fornite le tabelle dei simboli con le spiegazioni del loro significato. 
Una Sequenza Vibrazionale è il “Verbo” della lingua universale della Bibbia con cui ci parla il campo torsionale, una frase composta di frequenze. 




Una SEQUENZA VIBRAZIONALE  rappresenta una combinazione dei simboli geometrici, numeri, lettere, segni, immagini. Le sequenze vibrazionali Puchkò non hanno nulla a che fare con le sequenze numeriche (codici) di Grabovoj, uguali per tutti e uguali per tutti i problemi (non molto diversi dalle classiche rate radioniche).

Ecco come le spiegava la stessa  Puchkò: «...Una sequenza vibrazionale rappresenta il modo più semplice per  PIEGARE lo spazio multidimensionale (Sé Superiore e i corpi sottili) facendolo diventare a tre dimensioni (il corpo fisico), o anche a due dimensioni, apportando le correzioni a tutto ciò che è stato danneggiato».

Le Sequenze Vibrazionali possono:
-        eliminare (un programma negativo)
-       annichililire” – il termine preferito dalla Puchkò; l’annichilazione = distruzione totale (un programma negativo)
-        ridurre in polvere (un calcolo)
-        distruggere
-        bruciare (dipende sempre da ciò che vogliamo fare)
-        ammorbidire, diluire
-        proteggere
-        rigenerare
-        destrutturare (l’acqua pesante nell’ìorganismo)
-        ricostruire, ecc.
-        
Dal punto di vista fisico, spiegava la Puchkò, i simboli e le figure IRRADIANO, emanano determinate frequenze del campo torsionale; irradiano esattamente come il programma negativo  che si deve eliminare, ma nella fase inversa; quindi è una sorta di “bisturi”, di “bombe intelligenti”, per quanto possa essere ambiguo questo termine...  che eliminano solo ciò che deve essere eliminato.
Creando una SV noi ci colleghiamo al subconscio  che cerca i simboli  necessari e li dispone in una certa sequenza.

Ed ecco la definizione della sequenza vibrazionale fatta da Pavel (“Le Energie della Guarigione e la Formula dell’Appello”).

Una sequenza vibrazionale  rappresenta un dispositivo energetico destinato però, non alla trasmissione dell’energia, bensì l’informazione; è un programma di lavoro per un biocomputer periferico del nostro corpo”.
Ormai esistono due tipi di sequenze:  quelle classiche della Puchkò e quelle ottimizzate di Pavel.
Pavel ne aveva descritto anche un’anatomia, cosa molto utile per capire come deve essere fatta una SV e cosa significano  (e a che cosa servono) le sue singole parti. Utilizzeremo i termini di Pavel per capirle meglio.


Tutte le SV hanno due parti.
la prima si chiama PREMESSA, oppure L'OBIETTIVO DICHIARATO.  In questa parte noi   dobbiamo definire i parametri del programma negativo e  dichiarare di voler eliminarlo,  con l'aiuto di certi tipi di energia. Esiste una forma prestampata  dopve si aggiungono le voci a mano. E la seconda rappresenta una figura disegnata da noi con i simboli scelti col pendolo dal nostro subconscio.
Per fare la parte grafica, ci servono: un foglio bianco,
una matita semi-morbida, un compasso, una gomma da cancellare morbida e sottile.
Fatto il disegno, lo si controlla e si carica; lasciandoci sopra il testimone della persona.
Una SV  fatta bene è capace di lenire i dolori, di liberare  di un attacco acuto.  Con le malattie croniche il lavoro, ovviamente, più lungo.
 Esistono  alcune regole da osservare.
-       Per esempio, non si può tentare di aiutare gli  altri senza aver prima guarito se stesso.   Trattandosi di un lavoro che coinvolge dimensioni a noi poco note (abbiamo a che fare con delle strutture energetiche a forma d’onda) , il contatto tra due persone con un identico spettro delle vibrazioni negative  potrebbe portare a delle conseguenze energetiche devastanti per entrambi (ricordiamo il detto “il simile attira il simile”). Invece, un lavoro mirato all’autodiagnosi e all’autoguarigione non arreca alcun danno al nostro organismo.
 Se tuttavia decidiamo di aiutare il prossimo (bambini, anziani, genitori) è più prudente limitarsi ad  eliminare uno stato acuto rinunciando ad un esame completo della matrice energetica altrui.




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