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mercoledì 17 settembre 2014

SEI MORTO TORNANDO A CASA...


Ho trovato e questo bel racconto su Fb russo, e l'ho tradotto.

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Hai avuto un incidente d'auto. Nulla di particolare, ma mortale. Hai lasciato la moglie e due figli. I medici hanno cercato di salvarti, ma fu inutile.

E allora hai incontrato Me.
- Che cosa è successo, - hai chiesto tu.-  Dove sono? 
- Sei morto.
- C'era un camion...andava come pazzo.
- Si, -  ho detto io. - Non ti preoccupare. Muoiono tutti.

Ti sei guardato attorno. C'era un vuoto. C'eravamo solo io e te.
- Che posto è? - hai chiesto tu. - E' la vita dopo la morte?
- Più o meno, - ho risposto.
- E tu sei Dio?
- Si. Sono Dio.
- E mia moglie,  miei figli... hai borbottato.
- Prego?
- Che ne sarà di loro?
- Tu mi piaci,  - ho detto io. - Sei appena morto e pensi prima di loro. Molto bene.

Mi hai guardato estasiato. Io ti sembravo un uomo comune,  forse una specie di persona importante, con un volto un pò sfocato. 

- Non ti preoccupare,- ho detto. -  I tuoi figli ricorderanno  solo il meglio di te.  Tua moglie piangerà ma in fondo tirerà un sospiro di sollievo, perché il matrimonio non andava bene.  Ma lei si sentirà colpevole per aver sentito il sollievo. 

- Ooooohhh, - hai detto tu. - E adesso? Mi manderai all'inferno? in paradiso?
- Nient'affatto, - ho detto io. - La tua anima si trasferirà in un altro corpo.
- Allora, gli induisti avevano ragione....
- Tutte le fedi hanno ragione, -  ho detto io. - Vieni con me.

 E hai cominciato a camminare accanto a me attraverso il vuoto.
- Dove stiamo andando? 
- Da nessuna parte. Ma fa piacere passeggiare  mentre parliamo.

- Allora,  cosa significa? - hai chiesto tu. - Quando rinascerò sarò  solo un bambino e la mia esperienza, quella che ho accumulato in questa vita, si perderà.
- Assolutamente no, - ti ho assicurato io.- Hai già dentro di te la saggezza e l'esperienza delle tue vite. Ma non te le ricordi.

Mi sono fermato e ti ho abbracciato.
- La tua anima è immensamente più bella, meravigliosa e grande di quanto te la immagini. La coscienza umana è in grado di percepire solo un briciolo di ciò che è. ... Tu sei stato dentro un uomo per 48 anni, perciò non senti  la parte dormiente della tua coscienza. Ma se  camminassimo ancora per un pò,  cominceresti a ricordare. Non ha senso, però, di farlo nell'intervallo tra le vite.

- Quante volte mi  ero reincarnato?
- O, tante.  Tante, tante volte.  Ma questa volta sarai una contadina in Cina, nell'anno 540 a.C.
- Aspetta, aspetta,- hai detto tu stupito. - Mi stai mandando indietro nel tempo?
- Si può dire così.  Il tempo lineare esiste solo nel tuo universo.  Di dove sono io, è  diverso.
- Di dove sei??? -  hai chiesto tu.
- Beh, - ho spiegato io, - anch'io vengo da qualche parte. Vengo da un'altra dimensione. Vorrai sapere come si sta dalle mie parti, ma non lo capiresti.
- Aaaaa..,-  hai detto tu deluso. - Ascolta, ma se io mi reincarno nelle persone di epoche diverse, forse un giorno potrò incrociare me stesso?
- Certo. Succede spesso. Ma dato che ogni vita prende coscienza soltanto di se stessa,  non capisci che l'incontro è avvenuto. 
- Allora che senso ha?
- Mi stai chiedendo qual'è il senso della vita? Sembra un cliché. 
- Si, ma posso farti questa domanda? - hai insistito tu.

Ti ho guardato negli occhi.
- Il senso della vita, lo scopo per il quale ho creato questo universo, è il tuo sviluppo.
- Stai  parlando dell'umanità? Vuoi che progredisca?
- No no, sto parlando di te. Ho creato questo universo per te. Con ogni nuova vita stai crescendo, ti stai trasformando in un intelletto universale.
 - Solo io? E gli altri?
- Gli altri non esistono. In questo universo non c'è più nessuno. Solo io e te.

Hai cominciato a fissarmi.
- Ma tutte le persone sulla Terra...
- Sono te.  Sono varie  incarnazioni di te.
- IO ...IO SAREI TUTTO?
- Esatto, - ho detto io soddisfatto e ti ho dato una pacca sulla spalla.
- Io sono ogni persona mai vissuta sulla Terra?
- E ogni persona che vivrà.
- Sono Abramo Lincoln?
- E sei Johm Wilks Boot.
- Sono Hitler?
- E sei milioni delle sue vittime.
- Sono Jesu?
- E sei ognuno dei suoi seguaci.

Sei stato in silenzio.
- Ogni volta facendo del male a qualcuno facevi male a te stesso. Ogni volta che hai facevi del bene, lo facevi a te stesso. Ogni momento bello o brutto sarà provato solo da te. 
- Perché? - mi hai chiesto tu. - A che serve tutto questo?
- Perché un giorno diventerai come me.  Sei una parte di me, sei figlio mio.

- Significa che anche io sono Dio?
- Non ancora. Ora sei solo un germoglio. Stai crescendo. E quando vivrai una vita umana sulla Terra in tutte le epoche, sarai pronto a nascere.
- Allora, l'Universo, - hai detto tu con stupore,- è solo..

- Un Uovo, - ho confermato io. - E ora sei pronto, cammina. E ti ho mandato nella tua nuova vita.



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