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lunedì 27 aprile 2015

I MISTERI FELINI



Questo post è stato scritto in base ad alcuni materiali del web russo. In fondo troverete un mio vecchio racconto-verità.



L’INCREDIBILE INCARNAZIONE DELLA GATTA  NENUFARA

A casa mia adesso vive la gatta Nenufara. Il suo nome è quello di una ninfea gialla, una pianta antichissima che c’era  già nel mondo preistorico. La storia del suo arrivo è piena di misteri.
...Prima  di lei avevamo la gatta Frosia  che morì lottando contro i cani, per difendere sua figlia Pronia. 
Pronia  che era piccola, ne rimase scioccata  e si riprese solo dopo un anno. Visse 11 anni e mezzo. Anche lei amava lottare con i cani, e  un  giorno fu gravemente ferita. Dopo un po’ morì di un tumore fulminante.
Le fecero una puntura in clinica veterinaria. La seppellii io, era il 28 luglio... c’erano delle giornate molto calde, ma in quel momento la temperatura si abbassò all’improvviso e arrivarono delle nuvole nere.
Poi me ne andai via dal paese e vendetti la casa ad una mia amica. Ci andò a vivere sua suocera.
Il 1 settembre  quella donna (la suocera) era seduta sulla veranda a prendere il fresco, e all’improvviso comparve una gatta.  La donna rimase stupita (tutta la famiglia della mia amica conosceva bene Pronia) – era lei!  La gatta chiese da mangiare, mangiò e si mise a riposare sul divano.
Arrivo la mia amica, vide la gatta e rimase scioccata anche lei. La gatta intanto non volle  nemmeno conoscere la casa, la conosceva già bene. 
La mia amica mi chiamo al telefono, ed arrivai di corsa. Era Pronia, non ne avevo dubbi. Mi sedetti accanto a lei a con la mano tremante l’accarezzai.
La gatta mi saltò in grembo e mi guardò attentamente negli occhi. Le chiesi: “Non sparirai più,vero?”
La gatta si mise a ronfare, poi , con la testa sotto il mio mento, e mi raccontò tutto. Tutti i miei famigliari sedevano accanto e ci guardavano incantati.
I miei figli mi ordinarono subito di portare la gatta in città.
Anche la nostra casa in città non la volle esplorare, sembrava di conoscerla.
Era rimasta a lungo senza un nome.
Poi incontrai il nome di Nenufaro. La pianta dei maghi.  Diventò il suo nome.
Abbiamo ora tre gatte, tutte nere.

Nadia Guciok, Bielorussia.




MIA NONNA E  LE STRANEZZE NELLA CASA DI CAMPAGNA


... Sin da bambina passavo, con i miei cugini,  l’estate nella casa di campagna, dalla nonna. Erano bei tempi, con le fragoline di bosco e i racconti di mia nonna   mentre sedevamo sulla panchina di sera... Col tempo, la nonna invecchiò, cominciò a stare male, e la portammo in città da noi.
Una volta,  vedendo che non stava bene, decisi di incoraggiarla. Mi disse che nessuno qui in città la proteggeva, mentre  nel paese da lei veniva un vecchio vestito di bianco in compagnia dei gatti. C’erano un gatto nero e uno bianco.
Mia madre pensava che delirasse...
D’estate la riportammo  nel paese,  e lei vedeva delle cose che nessuno di noi vedeva...
Nel giorno della sua morte in casa sua entrò un gatto bianco. Durante i funerali  rimase sdraiato sul suo letto, poi sparì.

D.Ya.


I GATTI SONO DEGLI AGENTI DELLE  CIVILTA’ SUPERIORI

... Non hanno i documenti,
Non votano,
Non credono alla pubblicità.

Spesso sono indifferenti a tutto. 
I gatti non sono persone,
I gatti non sono animali.
Sono degli alieni venuti dalle stelle lontane.
AGENTI DELLE CIVILTA' SUPERIORI. 
Sono vestiti sempre da gatti,
E  non secondo la moda.
Se provate ad etichettare un gatto
Non ve lo perdonerà mai.
Nn credono in Dio, e se credono lo fanno
Segretamente.
E il loro Dio non è quello in cui
Crediamo noi. 

Anonimo.




IL VOLO ASTRALE

Mi svegliai alle cinque di mattina, ancora nel buio, mi girai e rigirai nel letto e finalmente sprofondai in uno stato di dormiveglia, quando la mente è già sveglia ma il corpo è ancora addormentato. Ad un tratto mi venne l’idea di poter volare…Chi non ha mai  volato nel sonno? Ma questa volta io non dormivo, e con grande senso di meraviglia mi alzai dal letto e feci una virata verso la cucina.
Ero senza il corpo fisico, leggera come il pensiero. Libravo sopra gli armadi, sopra il tavolo della cucina, osservando il proprio corpo, rimasto immobile nel letto.
La Tommasina era già sveglia da un pezzo e si lavava sul pavimento della sala. Il suo sguardo attento ma senza il minimo stupore mi accompagnò nel volo; girava la testa seguendo i miei movimenti. Sembrava che mi dicesse: “Bene. Finalmente lo fai!”
“Allora,  è vero!”, pensai. “E’ vero che i gatti vedono cose invisibili!”, e questa scoperta mi colpì più del fatto stesso di “volare senza corpo”.
“Tu stai dormendo”, mi  disse la mia mente razionale.
“Verifichiamolo”, le rispose qualcuno in me.
Toccai il soffitto con la mano, e la mia mano “immateriale” sentì chiaramente  la  “materia”,   fredda e ruvida.
“E’ vero, è vero!”, pensai, “la materia e lo spirito…e il corpo astrale…”
“Certo che è vero”, osservò la Tommasina dal pavimento, dopo aver finito di lavare una parte del musetto e passando all’altra.
Non ricordo come ripiombai nel mio corpo e mi riaddormentai.
La  mattina io e la gatta ci guardammo.
“Cosa vuoi, io posso vedere cose ancora più strabilianti”, mi disse lei. E mi lanciò uno sguardo superbo di una divinità egizia.


Olga Samarina, 1993

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