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domenica 30 agosto 2015

“NELL’ANTICHITA’ L’UOMO NASCEVA NEI LABORATORI”. I QUATTRO GENOMI UMANI SECONDO ERNST MULDASHEV.


All’inizio degli anni 60, durante la costruzione di una strada in Crimea fu emerso un sarcofago di pietra. Dentro gli operai trovarono uno scheletro umano con la testa della pecora; non spezzato ma intero. La testa ne faceva parte. 
Il capo cantiere chiamò degli archeologi  che lavoravano in zona, e purtroppo, questi decisero che gli operai fecero loro uno scherzo, e se ne andarono. E il sarcofago fu interrato di nuovo...

Nel 1850 i francesi che scavavano nei pressi della piramide di Saqquara scoprirono delle cripte con centinaia di enormi sarcofagi fatti di lastre di granito; soltanto il coperchio aveva lo spessore di 43 cm, mentre il peso totale del sarcofago si avvicinava a una tonnellata.  
Dentro c'erano i resti degli animali, pestati e mescolati ad una sostanza densa. Probabilmente, si trattava degli ibridi  degli animali. Gli egiziani credevano nella vita dopo la morte ed erano convinti che  una rinascita fosse possibile solo  dopo l’imbalsamazione del corpo intero.
Probabilmente,  gli egiziani spezzettarono i loro corpi e li coprirono di un liquido denso, senza dimenticare di aggiungere dei pesanti coperchi. Temevano degli esseri che umani del tutto non erano? 

Alieni, intelligenze extraterrestri stavano dietro a degli esperimenti genetici?



Ernst Muldashev, un ricercatore russo delle origini dell'umanità, molto conosciuto in patria dopo una serie di interessanti spedizioni scientifiche in tutto il mondo, ne è convinto.
Oltre ad essere un instancabile viaggiatore e divulgatore, è anche un capace chirurgo oftalmologo. Una personalità ricca di fascino, una di quelle persone che, avendo il coraggio di rompere gli schemi, hanno non pochi contestatori ed oppositori.   

Dopo una spedizione in Egitto, nel 2002, studiando degli affreschi nella Valle dei Faraoni, Muldashev  avanzò l’ipotesi: gli  antichi scienziati e sacerdoti erano in grado di assemblare il corpo umano, cambiando anche la testa. Secondo lui, la moderna ingegneria genetica non può  nemmeno avvicinarsi a quella antica, perché  non tiene conto del fatto  che il corpo di  qualsiasi organismo vivente  dovrebbe avere 4 genomi: materiale, acquatico, eterico e temporale.  I genetisti odierni  lavorano soltanto con il genoma materiale, il DNA, malgrado si sappia che quello contiene non più di 2-10% dell’informazione genetica

Muldashev arrivò a questa conclusione in base agli studi  fatti nella “Città degli Dei” in Tibet che lui considera la Matrice della vita sulla Terra.

Ecco un brano dell’intervista  di Ernst Muldashev al popolare quotidiano russo “Argomenti e Fatti”:

“Secondo lei, gli antichi sapevano dei 4 genomi”?”

“Penso di si.  In molti templi egizi sono presenti le immagini di un gigante che introduce una “siringa” in un ovulo, e cioè, agisce sul genoma materiale. 

Ma sono ancora più frequenti le immagini dei vasi dove si trovano  delle teste o altre parti del corpo. Potremmo pensare  a degli interventi che riguardavano il genoma acquatico, o all’atto di “informare” l’acqua. Quanto ai genomi  energetici  (temporale e eterico), dalle immagini si vede  che tutto ciò veniva fatto tramite l’uso delle energie degli animali. Spesso su queste catene di montaggio è presente il serpente, il simbolo dell’energia purificante della Kundalini.  Forse, per un avere in buon risultato era importante prima pulire i genomi energetici”.

“Come mai i genetisti moderni non tengono conto dell’esempio degli antichi colleghi?”

“Vedono soltanto il DNA. L’uomo da tempo ha perso il terzo occhio.”


“Qual’era lo scopo di questa antica ingegneria genetica?”


“Secondo i nostri calcoli, tutto ciò avveniva 10-15.000 anni fa. Sulla Terra esistevano ancora i giganti, mentre nel Tibet era già  nata la razza ariana degli umani. Come risulta dalle immagini, i giganti trattavano gli ariani un po’ come gli animali da laboratorio, cercando di creare, in base  a questo materiale, un uomo perfetto.   Forse, combinando il corpo umano con quello animale, si credeva di ottenere una maggiore fusione del “uomo tibetano”, l’imperfetto,  con tutta la Natura Vivente.
I giganti sapevano del pericolo mortale per il pianeta che rappresentava lo squilibrio tra l’uomo e la natura.”

“Secondo lei, avevano solo questo obiettivo?”

“I giganti antichi sono spesso raffigurati con un fallo eretto, ma negli affreschi non abbiamo trovato nessuna scena del sesso e nessuna raffigurazione di una donna incinta. Abbiamo avuto l’impressione che forse clonassero i loro figli. In compenso, ci sono molte immagini  di uomini incinti, con un unico seno. Chissà, forse i giganti volevano   affidare la responsabilità della gravidanza anche agli uomini..”

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Gli ibridi creati negli antichi laboratori  possedevano una notevole intelligenza, come dio Toth raffigurato con la testa di ibis o di babbuino,  l’inventore e il protettore della scrittura ma anche dio della musica, medicina, geometria, astronomia, magia ... Il dio Anubi, il protettore delle necropoli, della sepoltura e degli imbalsamatori, di solito si raffigurava con la testa di sciacallo.
S. Cristoforo (un'icona ortodossa)
Plinio, Paolo Diacono, Marco Polo, Adamo da Brema, scrissero degli uomini con la testa canina, e persino sulle anticche icone ortodosse il san Cristoforo è ha una testa da cane.



Alla domanda: Negli affreschi egizi si vedono degli uomini con le teste degli animali e degli uccelli. Secondo lei, è una fantasia o ha qualche senso?”, 
Ernst Muldashev risponde:

“Non credo molto nelle fantasie degli antichi senza senso. Le fantasie non rimangono a lungo nella memoria della gente, ma i miracoli che sono stati osservati, colpiscono e rimangono scolpiti nella memoria. Perciò a me sembra che le persone con le teste degli animali esistessero davvero; molti dei egizi sono raffigurai così. …

“Ma esiste l’incompatibilità immunologica; una persona non può avere la testa di leone..”

“Si, la medicina conosce i tentativi di unire varie parti dei corpi degli animali diversi, sono tutti falliti a causa dell’incompatibilità immunologica. La medicina moderna  si rende poco conto dell’importanza dell’acqua nell’organismo: non siamo “uomini d’acqua” all’80%. Sono convinto che in un futuro non lontano ci saranno delle tecnologie che permetteranno di cambiare il nostro “codice acquatico” per assemblare, su queste basi, delle molecole... per creare delle parti del corpo.  Allora sarà possibile  far “crescere” una testa dell’animale sul corpo umano. Alcune condizioni per la creazione di tali tecnologie ci sono già.  E mi sembra che gli antichi  possedessero  questa tecnologia e potessero creare delle persone vive con teste di animali oppure gli animali con teste umane.  Adoperavano le “palle praniche”.

“Ci può raccontare dei presupposti che confermerebbero delle possibilità dell’esistenza di questa fantastica tecnologia?”

“Siamo riusciti a trasformare il liquido interstiziale in una sostanza densa, la consideriamo il quarto stato dell’acqua.  Abbiamo la ragioni  per  credere che tale acqua si comporti come una “cellula staminale d’acqua”, ovvero che sia capace di  conservare e realizzare l’informazione sulla creazione di un uomo d’acqua e  del corrispettivo “uomo corporeo”.  Ma non possiamo gestire questa informazione, non abbiamo le “palle praniche” perché quelle, fatte uscire con noncuranze dai sarcofagi, volano all’interno delle piramidi... Tuttavia abbiamo iniziato  degli esperimenti con il cosiddetto  “alloplant acquatico” (alloplant è un biomateriae trattato chimicamente e usato per i trapianti)”.
 e sono adesso gli uomini con le teste degli animali e degli uccelli?”

"Dove sonno adesso gli uomini dalle teste degli animali?"

“Alcune fonti esoteriche  e letterarie sostengono che sotto le piramidi di Gisa esisterebbe un’immensa città sotterranea, per noi inaccessibile.  Probabilmente,  qualcuno è lì, in uno stato di “non morte”.
Nelle ricerche di questo tipo  nessuno è in grado di separare la fantasia della realtà dei fatti accaduti. Tuttavia, i risultati delle nostre spedizioni ci portano a pensare  che   noi fossimo ri-creati dopo il diluvio universale, e questo processo avesse avuto luogo in diverse parti del globo terrestre.
Se analizziamo  le fonti esoteriche e religiose, si può capire che il diluvio fosse avvenuto in seguito allo spostamento dell’asse terrestre (secondo i nostro calcoli, di 6666 km). Un’onda alta 1 km avesse fatto il giro del mondo diverse volte distruggendo tutto al suo cammino;  e rimasero solo coloro che erano capaci di entrare  in un profondo stato meditativo, in qualche  profonda caverna del Tibet.  Secondo Elena Blavatski, i Maestri  ci portassero i semi dell’uomo e di tutto ciò che era vivo sulla Terra.    Se crediamo che il Tibet fu il primo luogo  della clonazione umana (lo fanno supporre i risultati della nostra spedizione in Tibet nel 1999), il secondo luogo fu l’Antico Egitto.”



“Lei nega la teoria di Darwin? “

“Non ho le basi per credere  che l’uomo discendesse dalle scimmie. La consapevolezza delle possibilità che offre la clonazione umana ha permesso di vedere diversamente quelle leggende e quei miti che erano da sempre ritenuti il frutto della fantasia.
E’ difficile considerare solo una coincidenza il fatto che  il sacro monte Kailas in Tibet, la Babilonia e le piramidi di Gisa si trovino  sulla stessa linea...in totale questi punti sono 9. Il loro studio richiede altre ricerche e spedizioni. Si potrebbe supporre che ci fossero delle radici dell’umanità tibetana ed egizia.


Prendiamo l’analisi della diffusione delle religioni:  le religioni orientali sono concentrate intorno al Tibet, mentre  quelle vicine come origini e contenuti (cristiana,giudaica e musulmana) sono diffusero nell’area dell’Egitto.  Si ha l’impressione che un giorno la Terra fu divisa in zone dove la nobile missione della rinascita dell’Uomo condussero  delle intelligenze a noi ignote. Il mondo è più complesso di quanto crediamo”.


 




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