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mercoledì 30 marzo 2016

GLI SPECCHI, L’EMISFERO DESTRO E LA REALTA’ MULTIDIMENSIONALE






С’è un psicoterapauta russo, di S.Pietroburgo, di nome  Viktor Vetvin, che acquistò la notorietà  tra gli appassionati del mistero, continuando e migliorando gli studi dell’americano R. Moody.

I suoi pazienti nella stanza degli specchi, “Psicomanteum”,  sono stimolati anche con i ritmi binaurali che sincronizzano l’attività degli emisferi del cervello. Anche se, secondo le sue parole, “gli specchi è solo un attributo esterno, la cosa più importante è il lavoro della nostra coscienza.”

Vetvin è convinto: “La morte non esiste. E’ solo un’illusione creata dalla coscienza, come pure tutta la realtà fisica. Il più grande errore degli uomini  e pensare di vivere, mentre in realtà loro dormono.”

Il nostro continuum spazio-temporale è sintonizzato sulll’uomo, è questo è già molto significativo. Cambiando la coscienza, noi possiamo  modificare la realtà. Non esiste una realtà al di fuori della coscienza dell’osservatore.

Un giorno lo scienziato prese parte ad una spedizione guidata da Vadim Chernobrov, un noto ricercatore nel campo dei fenomeni paranormali e del TEMPO, e raccontò di essere stato testimone di un’inspiegabile sparizione di alcuni colleghi, che erano “spariti” sotto gli occhi di tutti.  
Sul possibile percorso del gruppo scomparso furono messe le videocamere, e dopo 10 ore il gruppo fu  ripreso da una videocamera.
La cosa più strana era questa: “gli scomparsi”  affermavano che non era successo nulla, di non essere spariti e di aver camminato regolarmente verso la meta.

Non immaginiamo che accanto al nostro mondo abituale, esiste l’entrata in uno spazio completamente diverso: è il nostro emisfero destro.
Tuttavia, continuiamo a cercare altri mondi al di fuori di noi. 
Avendo l’emisfero sinistro dominante, non potremo mai capire che cos’è l’Eternità, l’Infinito, l’Assoluto... o la Verità intuitiva. E’ come se cercassimo di misurare la luminescenza di una lampadina con un righello, o cercassimo di vedere la Via Lattea al microscopio.

A suo tempo, Vetvin fu molto colpito dalle ricerche di Moody e dai racconti delle persone che dicevano di aver parlato con i loro parenti morti. E decise di rendere i suoi esperimenti  inappuntabili, dal punto di vista della scienza, elaborando una serie di criteri.
All’inizio pensava che  pochi potessero vedere i “propri” defunti, invece  una esatta metà degli sperimentatori li ha visti.  Le loro descrizioni furono quasi identiche: non erano le fumose vedute ma reali “conversazioni” con persone “reali”. Alcuni videro persino i pori sulla pelle delle persone.
Qualcuno vide il defunto al di là dello specchio, altri invece  sostenettero che quelli “uscivano” dallo specchio. Circa un quarto dei volontari  videro  però persone che non volevano vedere.



Per facilitare l’entrata nello stato di coscienza alterato, Vetvin elaborò dei programmi neuroacustici binaurali. In aggiunta agli specchi. Così  una persona “entrava” letteralmente nello specchio... e molto velocemente.  Si attivavano delle forme “non fisiche” della percezione della realtà (l’allargamento della coscienza, la chiaroveggenza, la chiaroudienza, l’uscita di un’energia sconosciuta, e tuttavia registrata dagli strumenti, ecc.).

L’emisfero destro rafforza l’azione degli specchi e... l’effetto è straordinario.
Ecco cosa si potrebbe fare anche in casa, secondo Viktor Vetvin.
Serve:
-       Uno specchio (meglio se quadrato, 100x100 cm)
-       Della stoffa nera
-       Una lampadina 15 watt

Sediamoci in una poltrona comoda, possiamo quasi sdraiarci.  E’ importante rilassarsi. Non sdraiamoci però, rischiamo di addormentarci.  La stoffa nera si colloca dietro, sul muro. Lo specchio lo mettiamo di fronte a noi, ad un’altezza adeguata. Lo specchio deve riflettere la stoffa nera. Per ottenerlo, incliniamo leggermente lo specchio.
La fonte di una luce fioca la mettiamo per terra, dietro alla poltrona.
Mettiamo le cuffie con la registrazione dei programmi speciali. Controlliamo la polarità delle cuffie, l’audio deve essere leggermente superiore rispetto a quello confortevole.
Ascoltiamo.
Guardiamo allo specchio.
Questo è tutto.


Tra un po’ di tempo la nostra coscienza “normale” entrerà in trance e uscirà dalla nostra realtà diventando coscienza pura, iniziando la sua danza infinita. Il nostro cervello è facilmente educabile;  col tempo a lui non servirà neppure una stimolazione esterna (specchi o programmi); basterà  creare  una spinta..

Perché farlo?

Milioni di persone vivono senza pensare a nulla, senza voler sapere come è fatto l’Universo, prese dai problemi quotidiani.
Finché la norma sarà una visione della vita tramite l’emisfero sinistro, nulla cambierà: la nostra “normalità” dettata dall’uso in prevalenza dell’emisfero sinistro, è proprio ciò che nutre il Sistema, ciò che crea le sue basi. Finché siamo “normali” non potremmo fare nulla che sconfini oltre il Sistema.

Finché l’emisfero sinistro si guarderà allo specchio vedendo solo il proprio riflesso, senza potere varcare la SOGLIA che divide i mondi, continuerà a parlarci delle basi fisiche del mondo, delle velocità che non possono  superare quella della luce, dell’ateismo, del tempo lineare... senza capire la loro secondarietà rispetto alla COSCIENZA.


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