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martedì 17 maggio 2016

I "CAMPI CRONALI" DI ALBERT VIKTOR VEJNIK



Albert Vejnik (1919 - 1996): è un nome che pochi conoscono in Europa, a parte i fisici teorici. Nei circoli accademici questo scienziato si era guadagnato una reputazione non meno "scandalosa" di Kozyrev (quello della ricerca sul Tempo), perché cercò di creare la Teoria Generale della Natura, dove respinse alcune teoria comunemente accettate: la legge dell'aumento dell'entropia, il secondo principio di termodinamica, e la teoria della relatività di Einstein.
Vejnik provò la possibilità dell'esistenza di una velocità che supera la velocità della luce. Considerava il vuoto (vacuum) una particolare sostanza senza una struttura e senza un comportamento, e, la cosa più scandalosa all'epoca, propose di vedere l'Universo come un multiverso fatto di mondi paralleli compenetranti.

Introdusse il concetto del "campo cronale" come una caratteristica della materia e del tempo che include tutta l'informazione dell'Uniuverso. Molte sue idee rivoluzionarie Vejnik riuscì a provare con degli esperimenti. Per questo fu ferocemente criticato dai rappresentanti della scienza accademica, e una delle sua monografie ("Termodinamica"), nel 1969 fu persino tolta dagli scaffali delle librerie e bruciata (!). Lo scienziato morì nel 1996, in circostanze poco chiare.

Lavorando sulle sue teorie, Albert Vejnik costruì un "generatore del campo cronale" e fece un dispositivo per la misurazione della tensione del campo cronale. Questo misuratore (ne è rimasta solo una foto) era destinato a rilevare l'informazione e non solo la tensione (in pratica, si proponeva uno strumento per leggere in Akasha tutta l'informazione che riguardava un oggetto (un quadro, un'icona. una scultura, un manoscritto... immaginate che fortuna per gli storici!).
Nel 1948 un fisico olandese, H.Casimir, scopri un effetto che ricevette il suo nome.
L’effetto Casimir si manifesta come una piccola forza attrattiva che agisce tra due lamelle piane metalliche non cariche, vicine e parallele. Questo effetto è stato verificato sperimentalmente dopo circa cinquant’anni. Per molto tempo esso ha rappresentato poco più di una curiosità, ma in anni recenti ha ricevuto una crescente attenzione nell’ambito delle nanotecnologie. Esso inoltre rappresenta la prova sperimentale di quell’energia del vuoto invocata dai cosmologi per spiegare l’accelerazione dell’espansione dell’universo inaspettatamente scoperta negli ultimi anni.
Alcuni calcoli dicono che ci potrebbero esistere dei mondi a 10 -11 dimensioni, e persino dei passaggi simili ad una "tana di talpa" che conducono nei mondi paralleli.

Che c'entra Vejnik? E' la prova della sua teoria del multiverso.
Anche la variazione della forza della gravità che si verifica tra due specchi, comporta il cambiamento delle caratteristiche spazio-temporali; ovvero il tempo e lo spazio si deformano (questo spiega i fenomeni della telepatia e della chiaroveggenza negli sperimentatori degli specchi di Kozyrev.
All'interno di uno specchio chiuso ad anello aumenta la pressione del campo elettromagnetico, e come sappiamo, il campo porta anche l'informazione (NB. per la radionica russa di Pavel, il campo elettromagnetico deriva dal campo torsionale, la base infiormazionale dell'Universo).

Grazie all'effetto Casimir anche le onde deboli, in alcuni casi, possono raggiungere i recettori i cui segnali arrivano ai neuroni del nostro cervello, e questa è la spiegazione dell'effetto che a volte si verifica in coloro che sperimentano la "corona d'argento" (è un'invenzione di E. Rodimin, inizialmente destinata alla protezione dai campi elettromagnetici nocivi).





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