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lunedì 19 dicembre 2016

CHE COS’E’ LA RADIOESTESIA?







A cosa serve la radioestesia? Molti non sanno nemmeno che cos'è, ma poi sentono che si tratta di usare il pendolo e rimangono perplessi: “mah...”. 
E’ un qualcosa che la “scienza”ortodossa non degna di uno sguardo, e noi abbiamo una mentalità molto radicata che suggerisce: “prendi la pastiglia e ti passa tutto”. Questo è “scientifico”! 
La radioestesia, è qualcosa tra la metafonia e la palla di cristallo? 
No! La radioestesia non serve per indovinare il futuro, per comunicare con i morti o per sapere se “lui” o “lei” ci ama.
Ora espongo il punto di vista sulla radiestesia che ho adottato e che cerco di trasmettere. Le cose vanno sempre chiarite, alla base di ogni attività ci deve essere un concetto chiaro e ben definito, altrimenti nasce una confusione e il risultato ne risente.
Il mio concetto di base è quello della "radionica esoterico-scientifica russa":
- Il pendolo non "parla" con le entità dell'altro mondo, non parla con il campo informazionale (almeno, all'inizio si deve proprio evitare di contattare chissà chi nel cosmo, rischiando di invischiarsi nelle brutte situazioni). Lo so che c'è chi sostiene il contrario, ma non è il mio "modello della realtà" e parlo solo di ciò che conosco e che funziona bene, se ben applicato.
- Il pendolo non parla con la "mente” generica e non meglio definita (nei libri si può trovare delle definizioni sulla radiestesia fisica e mentale, dove l'ultima è paragonata alla sensitività e al senso senso).
- Il pendolo parla con il Subconscio (tuo, mio, nostro) sfruttando delle possibilità date dalla connessione (canale) Subconscio-Coscienza (ovvero la mente conscia). Il 99% degli umani hanno questo canale aperto e funzionante, il canale si chiude solo in presenza di gravi problemi karmici (il numero di queste sfortunate persone è ridottissimo, perciò normalmente non si può dare colpa al karma, ma solo all'incostanza e alla mancanza dell'esercizio).
- Per i maestri che seguo, il Subconscio fa parte del Sè Superiore inteso come una connessione tra lo spirito, l'anima e il subconscio: perciò, interrogando il subconscio noi interroghiamo il nostro Sè Superiore. Per un risulltato stabile occorre instaurare un rapporto "informale" con il proprio Sé Superiore, facendolgli delle domande, controllando logicamente le risposte (quando lo si può fare). Più si lavora meglio è. Chi vuole diventare un bravo radiestesista non deve fare esercitassi ogni tanto e come per gioco. 
Lo spirito e l'anima sono le nostre parti immortali (a differenza dal subconscio che nasce e muore con il corpo fisico). Il nostro Angelo Custode è sempre presente quando noi lavoriamo con il pendolo (ciò riguarda in particolar modo gli operatori, persone che lavorano con i concetti della radionica russa).
Nei libri e nei corsi potete trovare tutt'altre spiegazioni, circa captare le vibrazioni che tutto emana ecc. Quello delle vibrazioni è il concetto classico, quello fisico, esposto ancora dall'ing. Zampa. E’ pur sempre valido per iniziare, ma ... qui siamo negli anni 30. All’epoca si cercava di rendere tutto scientifico, accettabile per una visione meccanicistica e materialistica.
Io ho esposto il "modello della realtà" che è alla base dle mio lavoro e del mio nsegnamento, con il quale mi trovo bene e ho dei risultati stabili. Ma gli errori sono possibili, sono fisiologici, e riguardano anche gli operatori molto esperti.
Che fare? Imparare dagli errori e andare avanti!
Ah, c’è una cosa molto importante: una volta padroni del pendolo (vuol dire, avete una netta maggioranza delle risposta giuste e verificabili), che facciamo? 

La radionica è uno sbocco logico e naturale della radioestesia, e la radionica è soprattutto la “radioestesia medica”, si basa sull’analisi, tramite il sistema pendolo/subconscio, dello stato delle degli organi e sistemi, della psiche e di molto altro: anche dei componenti del Sé Superiore. Non ci sono limiti, ma per avere un risultato veritiero, occorre osservare le regole, uno. E stabilire un solido contatto con il proprio Subconscio/Sé Superiore, due.


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