sabato 17 febbraio 2018

COME SI CURANO I "VECCHI CREDENTI" RUSSI




Da Wikipedia:
Vecchi credenti (in russo: старове́ры, starovery; o старообря́дцы, staroobrjadcy?) è un movimento religioso russo che nel 1666-1667 si oppose alle scelte della gerarchia ortodossa del proprio Paese, arrivando a separarsene in segno di protesta contro le riforme ecclesiastiche introdotte dal Patriarca Nikon. I Vecchi credenti continuarono infatti a esercitare le antiche pratiche della Chiesa russa antecedenti all'entrata in vigore delle riforme.  

Questa però, è una definizione generica, mentre in realtà questo popolo non è così monolitico come sembra, e include i vari rivoli.-

Traduco un interessante post dal social russo VK.

“...Lo stupefacente concetto di cura che ho potuto osservare presso alcuni slavi “vecchi credenti”, colpisce con la sua semplicità e la sua efficacia. Non a caso le costruzioni più semplici sono anche quelle più robuste. Questo concetto  ha soli tre punti.

Prima ricordiamo chi sono, gli “starovery”. In questo contesto parlo non di coloro che si opposero alla riforma di Nikon nel XVII secolo, ma  dei cosiddetti “animisti”, coloro che adorano le forze della natura. Vivevano e vivono in stretta comunione con la natura e con gli animali. Anche prima di tagliare un albero, si scusavano con esso.  Ciò potrebbe sembrare strano all’uomo moderno che non conosce il principio di “forza” o di “energia”, e non ha nessuna idea su come questa scorre, né del suo carattere.

Ora entriamo nell’argomento. Ho avuto la fortuna di comunicare con un taglialegna, un anziano, e mi ha raccontato il loro semplice segreto di cura. 

Contiene soli tre passi.

1) L’analisi dei propri pensieri e delle proprie azioni. Scavano nella memoria e cercano quel momento in cui avrebbero attirato la negatività. Vuol dire, hanno pensato male di qualcuno, o hanno fatto qualcosa di sbagliato. 
O forse, hanno semplicemente avuto la pigrizia e non hanno fatto ciò che dovevano fare.  Ora, Dio li ha “castigati”. Se la causa è stata trovata, il malato si scusa con  le “vittime” e cerca di espiare la colpa facendo delle buone azioni. Se la malattia ha una natura spirituale, questa auto analisi di regola può bastare, e tra un giorno o due la malattia retrocede. 

2) Il digiuno e la meditazione.
L’ammalato ha preso alla Natura qualcosa che non doveva prendere. Come è vista questa avidità umana? Facendolo, l’uomo  sperpera delle risorse (piante, animali, forze) alterando l’equilibro naturale. E' un punto che difficilmente sarà compreso da coloro che vivono nelle società di consumo. Per ripristinare l’equilibrio, l’ammalato deve digiunare e meditare...
Si, non soltanto in Oriente meditano, ma pochi lo sanno. Dopo l’immersione dentro se stessi, nella coscienza affiorano dei pensieri che portano alla guarigione.

3) La cura (se serve un intervento da fuori). Non vanno dai medici, né prendono le pastiglie. Si tratta delle erbe, dei decotti, delle bacche, delle misture erboristiche, dei massaggi, dei bagni, delle acque sacre e curative ecc. 


Ecco come fanno anche adesso. 

Vivono i comunità, in amicizia. Molti sono gli ultracentenari, perché si rendono conto del danno che porta la saturazione, e non corrono dai medici, non si rivolgono alle loro compresse. Si trattano come se fossero tutti parenti, e mettono la moralità al di sopra di tutto. 



La salute inizia dalla testa...”.


Quale altra prova vogliamo se ormai abbiamo capito che la perdita della comunione con la natura e l’immoralità intesa come la non osservazione di alcuni valori umani imprescindibili  peggiorano tutto...? 
"Le costruzioni più semplici sono quelle più robuste e resistenti."
Più di così. 

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