mercoledì 7 marzo 2018

GLI AMORI VIRTUALI. LE ANTICHE LEGGI ENERGETICHE NON FUNZIONANO IN RETE


    Ancora 20 o 30 anni fa non esisteva il termine “l’amore virtuale”.  Entrambi le parti ci mettevano della loro energia reale nella crescita di una relazione:  un appuntamento, un cinema, una passeggiata, una telefonata... tutto era vero.
L’internet, i social network, i messenger per qualcuno ora sono più reali della vita di tutti i giorni. L’internet può cambiare la personalità umana, la può distruggere, traumatizzare e persino provocare un suicidio. Se prima esistevano dei criteri per iniziare un rapporto o farlo cessare, ora è possibile avere una relazione senza alzarsi dal divano: basta una faccetta sorridente o un “mi piace” sotto un post, per percepirli come una spesa reale di energia per una persona “amata”.  Talvolta iniziamo a pensare: “Lui ha messo “mi piace”, significa che si ricorda di me, significa che mi ama, che non mi vuole perdere!”
Non è la stessa cosa: mettere un “like” e scrivere una lettera a mano e spedirla, e restare in attesa di una risposta; un “mi piace” non richiede le spese energetiche, è  soltanto un click che può essere mandato a 20 contatti in pochi secondi. Allo stesso tempo, l’inerzia della nostra mente fa sì che un segno dell’attenzione sotto forma di un sorriso o di un mi piace è percepito come un qualcosa di estremamente importante... e ci  sentiamo coinvolti.
Vi propongo, nella mia traduzione, un riassunto di due articoli della talentuosa e giovane psicologica russa Olga Tzibakina, una “consulente per i rapporti difficili”, come si definisce se stessa nel suo sito  balanceinlife.ru:

“Da una parte, internet ha dato la possibilità di trovare la propria metà all’altro capo del mondo, ma d’altra parte, ha deturpato il processo energetico di una relazione d’amore.  Questo significa che alla persona basta  uscire dalla rete, lasciando la comunicazione senza una risosta, o rimandarla a “dopo il pranzo”, o rendersi invisibile. L’internet dà la possibilità  di scappare al momento che crediamo opportuno, di consumare una relazione a distanza, e dire ciò che non  diresti mai a voce.”
Perché la gente  inizia degli amori virtuali?

Le cause, secondo la Tzibakina, sono queste:

1.    La facilità dell’entrata. Basta  registrarsi sul sito delle conoscenze virtuali, descrivere in breve i propri interessi, mettere un paio di foto.  Non serve fare troppi sforzi, non serve andare dalla parrucchiera, non è obbligatorio incontrarsi, ed è possibile raccontare persino ciò che non è vero. Basta selezionare i contatti che sembrano “giusti”, e se mai qualcosa dovesse andare storto, eliminiamo l’account.

2.    L’impossibilità di trovare un partner nella vita reale.   Quali sono i problemi  alla base di ciò? Per esempio, è lo “strascico dell’infelicità”. Esistono delle persone che emanano un reale odore dell’infelicità, e il desiderio di tenersi lontano da loro si avverte a livello del subconscio, non razionale. Molto probabilmente, riguarda coloro che non sono contenti dentro, non sono contenti di nulla: di come va il paese, di come è andata la vita, dei propri genitori, di se stessi, ecc. Sono molto tesi dentro, e si lamentano. Questa tensione interiore è percepita dagli altri  come un qualcosa che minaccia l’armonia e l’integrità del corpo e della personalità. Ricordiamoci pure che  tali persone di regola sono collegate ad un mucchio di eggregore negative, sono imbottite di programmi negativi di ogni sorta. Ma il mondo virtuale offre anche loro la possibilità di camuffamento,  e possono persino smettere, per un po’ di tempo, di lamentarsi della vita.

3.    L’esaurimento energetico. Sorge quando un uomo smette di ricevere l’energia dalle cose, dalle occupazioni o dai rapporti,  e si manifesta con l’abbassamento del tono vitale, con l’apatia. In uno stato di fame energetica inizia la ricerca di una fonte dell’energia, e le relazioni virtuali sono delle fonti probabili per avere un po’ di energia. Il problema è un altro: una persona energeticamente esaurita non controlla comunque l’arrivo dell’energia e il suo consumo. Come conseguenza, sviluppa spesso la dipendenza da una relazione nel web. Il web-partner non sembra di avere nessun difetto, mentre nella vita reale esistono “Mi è piaciuto/a” – “Non mi è piaciuto/a”, esistono i comportamenti che non piacciono, i difetti fisici come l’odore sgradevole dalla bocca, o la ciccia eccessiva, e tante altre cose che ci fanno riflettere; nella vita reale siamo più disincantati. 

4.    Il buco energetico. L’esaurimento energetico può non avere nulla a che fare con gli amori, può sorgere a causa di un lavoro pesante, di una grave e prolungata malattia di un familiare, ecc.  Una persona energeticamente esaurita non  perde l’interesse per se stessa, a differenza di quella con il “buco” che   ha messo una croce su se stessa, e aspetta che venga qualcuno per renderla felice. Queste persone non si percepiscono in maniera adeguata, e  hanno bisogno di un altro/a, di colui che riempia con se stesso il loro “buco”. Possono sviluppare un’intensa corrispondenza, per anni, senza fare alcun passo in avanti, perché dall’altra parte  non arriverà  nessuna proposta concreta (incontrarsi, andare a vivere insieme) se non  un altro emoticon. Da una parte,  il nostro eroe teme di dimostrare di avere un “buco” energetico,  perciò accetta mesi e anni  di amore virtuale, mentre il suo partner potrebbe così divertirsi, o semplicemente, soddisfare  il suo ego.

5.    L’autostima inadeguata. Le persone  che non riescono a trovare un partner, secondo la Tsibakina, cercano di rimuovere il trauma e invece di  riconoscere la causa  vera  dell’infelicità (“non mi vogliono”), preferiscono dire “non mi piace nessuno”, illudendosi che basterebbe incontrare qualcuno che a loro piace, e l’amore ricambiato sarà automatico. Meno male che c’è internet  dove è possibile creare la sensazione di avere un rapporto. Ahimè, in internet trovano una marea di altra gente “inadeguata”, e quando finalmente a loro sembra di aver incontrato un’anima gemella, risulta che tale anima è sposata o abita troppo lontana. E la storia continua, ma si afferma: “Se io volessi lui/lei verrebbe qui, ma non voglio”, “se io volessi, lui/lei  avrebbe rotto con la moglie/marito, ma io non voglio”, perché una domanda onesta: “Sono io che non voglio o non vogliono me?” fa male.

Come mai le relazioni virtuali hanno questa intensa colorazione emozionale  e favoriscono la voglia di fidarsi dell’altro? La causa è una sola: nel mondo della rete non funzionano quelle antiche leggi e i programmi che portavano allo sviluppo di un rapporto.
Nella vita reale  la scintilla parte da un ‘”esplosione di simpatia”, quando le energie di entrambi  entrano in risonanza e si sintonizzano.  A questo precede  il sogno di incontrare un uomo o una donna “così”, o  svolgendo il film interiore sulla futura felicità, collegandolo al cambio del lavoro o ad una nuova pettinatura.  Questo stato di attesa si percepisce molto dagli altri. Oppure, quando ci sembra di non attendere nulla, ma è successo... in realtà  si vive da così tanto tempo con queste attese da farle diventare uno sfondo al quale non ci si fa più caso.
Quando accade tale esplosione, non accade solo questo, abbiamo la possibilità di sentire l’odore della persone, di toccarla, di vedere come si muove, come interagisce con altre persone. Anche una piccola cosa stonata può farci allontanare dall’altro:  è il programma della continuazione della specie, anche se non si dovesse pensare alla prole reale.
Il rapporto è un lavoro dell’anima, delle emozioni, del fisico. Questo rapporto si sviluppa per gradi, e oltre alle parole e i pensieri, possiede anche un reale calore e ina reale luce; altrimenti non è l’amore (e lo sanno tutti).

Ma nel mondo virtuale l’uomo è rappresentato esclusivamente attraverso i suoi testi.  Qui non possiamo “pregustare” un incontro, l’incontro è causale, e il cervello non riceve  la prima informazione, e non ha potuto riconoscere nell’altro  un potenziale partner. Il programma della continuazione della specie  è sballato, ma in compenso spendiamo molta energia per capire l’altro.
Va bene se alla fine arriva un’informazione che viene riconosciuta come  quella che non ci piace: la conoscenza virtuale può terminare qui. Se questo non avviene, ci si sintonizza sull’immagine del conoscente, quella che ha creato il cervello. Del resto, nessuno degli amici virtuali mostra delle qualità negative, e scrivere una frase tipo: “Non ho mai incontrato una ragazza come te” è molto più facile che dirla ad una persona in carne e ossa.
Non dimentichiamo che anche noi, dall’altra parte dello schermo,  non siamo reali ma virtuali, e quindi più liberi, più coraggiosi e aperti che nella vita. Con questa sostituzione, nel corso di un amore virtuale, l’uomo pensa di essere autentico proprio lì, in rete.
E’ come un computer game,  ma se per qualcuno una relazione in rete è davvero un gioco, per un altro, quello che crede  di essere se stesso proprio lì, la fine del gioco può diventare una tragedia.

Scrive Olga Tzibakina: “... in rete una persona si sente di essere libera di fare ciò che vuole, libera di esprimere i suoi segreti intimi e di ricevere in risposta i sentimenti e le emozioni dell’amico. Non è altro che la realizzazione dell’aspirazione alla libertà, pur in questa forma alterata. Quando arrivano  dei sogni segreti  dell’amico/a, sorge una specie di scambio energetico che non ha analoghi nella vita reale. Sorge una dipendenza da questa intimità, simile a quella dai narcotici. Se una comunicazione non arriva o la persona è irraggiungibile, entriamo in una crisi di astinenza. Quando non è possibile  avere un naturale contatto fisico, la dipendenza da una relazione virtuale si rafforza, a volte generando una voglia di avere un incontro reale che fa impazzire.”
La ricetta? Prima accadrà un incontro reale e meno illusioni restino ai due partner virtuali. Una prontezza reciproca di trasferire la relazione nel mondo reale è la caratteristica  di un rapporto virtuale sano.

Esiste una sottospecie dell’amore virtuale, quando  si hanno  i rari incontri nella vita.
Questo tipo di rapporto dà speranza  di avere più incontri reali e meno comunicazioni in rete. Ma uno dei partner inizia  a rimandare gli incontri, ad accennate ai problemi... ci sta facendo capire di non aver voglia di trasformare un rapporto che lo soddisfa in qualcos’altro.
I rapporti virtuali non sono un male di per se, molte corrispondenze si sono trasformate nelle unioni, ma il mondo virtuale ha rotto il secolare meccanismo  della nascita, dello sviluppo e della fine di un rapporto.
Da una parte, è tutto molto più semplice,  abbiamo più chance  di incontrare una persona giusta, anche all’altro capo del pianeta, ma d’altra parte, è tutto molto più complicato, perché in internet non funzionano le leggi energetiche che esistono nella vita.
Quindi, occorre capire il meccanismo dello sviluppo dei rapporti, nella vita così come in rete, per evitare dei grossi errori...












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